Come affrontare con i bambini la “perdita”?

Ultima modifica 16 Gennaio 2017

La vita ci mette a confronto con esperienze belle ed emozionanti, ma purtroppo anche con situazioni di dolore e sofferenza, come nel caso della perdita di persone care o anche di animali a cui siamo legati e che in qualche modo sono diventati parte integrante della famiglia.

L’esperienza della perdita di qualcuno o qualcosa di caro è dolorosa anche per noi adulti, per quanto siamo coscienti che fa parte del processo fisiologico della vita; ma come reagiscono i bambini, soprattutto quando sono piccoli?

Luisa ha tre anni e da quando è nata, ha sempre trovato vicino a sé Milly, la gattina che l’ha accolta quando è arrivata ancora neonata dall’ospedale, che ha giocato con lei facendosi strapazzare qua e là, che le ha tenuto compagnia ogni volta che si è sentita male, che l’aspettava a casa ogni volta che usciva… Milly c’è sempre stata! Questo è il problema. C’è sempre stata e mai Luisa ha dubitato del contrario.
Invece un giorno Milly se ne è andata per sempre.

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Come affrontare situazioni simili con i bambini?

La perdita di un animale caro, con cui i bambini hanno strutturato, come nel caso di Luisa, un legame affettivo molto stretto, non è da sottovalutare, in quanto per loro costituisce una presenza sicura e costante.

Pertanto evitiamo di far finta di niente, di omettere o di tacere: l’evitare spiegazioni, infatti, risponde più a un disagio di noi adulti che alle reali necessità dei bambini, i quali, invece, si aspettano risposte e in particolare, dalle persone fidate e di riferimento, ovvero dai genitori.

Il silenzio rischierebbe unicamente di generare false speranze che inevitabilmente porterebbero ad una frustrazione continua, in quanto l’animale adorato non può tornare, oppure a sviluppare fantasie distorte e sbagliate, che possono indurre false credenze e sensi di colpa (“se ne è andato, perché sono cattiva”).

In virtù di tali considerazioni, il mio suggerimento è di essere sinceri con i bambini e di affrontare la questione con loro, così da strutturare, nel bene e nel male, un rapporto di sincerità e trasparenza, al fine di risultare sempre e comunque credibili e affidabili.

In che modo affrontare la questione?

I bambini piccoli non comprendono il concetto astratto di morte e tutte le spiegazioni teoriche che noi adulti utilizziamo per definirla (“al di là”, “Paradiso”…), in quanto a questa età hanno ancora un pensiero concreto. Pertanto evitiamo questo genere di spiegazioni ed appelliamoci al linguaggio dei piccoli, ovvero quello delle favole, in cui chi sparisce diventa, ad esempio, “una stella”.
In questo modo la sparizione non è qualcosa di assoluto e angosciante, bensì viene trasformata in qualcosa di concreto e quindi più comprensibile e accettabile per bambini così piccoli.

Ciò non toglie che i bambini non sperimentino sentimenti di tristezza e sofferenza, come naturale reazione alla perdita, e a tal proposito, è importante che si sentano liberi di esprimere e di esternare ciò che provano, al fine di poter così elaborare e superare il lutto.

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