Agopuntura in gravidanza: un valido aiuto per le future mamme

0
386

Ultima modifica 7 Aprile 2015

In Oriente, in tempi molto antichi, sono nate alcune discipline in grado di donare benessere al fisico e alla mente di persone di tutte le età.

agopuntura in gravidanza

Tali discipline possono essere adatte, dunque, alle donne in dolce attesa e possono essere sperimentate all’interno di corsi preparto.

Agopuntura in gravidanza

Per esempio, l’agopuntura in gravidanza può risultare molto utile per limitare gli effetti di alcuni disturbi che si presentano in questo periodo. Pratica millenaria elaborata in Cina, l’agopuntura si fonda su una teoria secondo la quale il nostro corpo ospita dodici meridiani, ovvero canali in cui scorre l’energia vitale (denominata “qi”), e a cui sono legati gli organi principali (per esempio, cuore, polmoni e fegato).
Su alcuni punti specifici dei meridiani agisce l’agopuntura, attraverso la stimolazione di essi con piccoli aghi, al fine di creare un equilibrio nello flusso di energia nei meridiani e tra le energie primordiali Yin e Yang.

In gravidanza queste stimolazioni possono recare sollievo per piccoli e grandi fastidi legati a questa fase della vita di una donna. L’agopuntura, infatti, può lenire le cefalee e la sensazione di nausea, aiutare la circolazione sanguigna e ridurre gli effetti dolorosi della lombosciatalgia, un disturbo che in gravidanza non sarebbe possibile curare con farmaci appropriati. Le stimolazioni possono dare benefici anche al nascituro, qualora sia in posizione podalica: l’agopuntura agisce su un punto preciso del piede per stimolare il piccolo ad assumere la giusta posizione in vista del parto. Inoltre, questa tecnica può arrecare benefici anche nei casi di scarsa produzione di latte dopo il parto oppure dopo un periodo di allattamento.

Ovviamente le stimolazioni, che si basano sull’inserimento di aghi sterili, devono essere praticate da operatori specializzati. Questi ultimi devono conoscere bene non solo i punti specifici in cui inserire gli aghi ma anche qual è la durata ottimale del trattamento, in relazione al disturbo in oggetto. Inoltre, nel corso della seduta, l’esperto deve controllare le pulsazioni di energia del corpo; da questo monitoraggio può infatti comprendere in quale momento il “qi” (l’energia vitale) raggiunge l’equilibrio in grado di apportare il benessere ricercato e lenire i sintomi del fastidio.

A cura di Ok Corso Preparto

Rispondi