Ultima modifica 20 Aprile 2015

burocraziaÈ nata per regolare la prassi, gli usi ed i costumi, per dare normative, ma poi è cresciuta esponenzialmente, si è evoluta involvendosi, arroccandosi su se stessa, perdendosi in un mare di carte, certificazioni, permessi, domande, richieste e risposte non date.
La moltiplicazione di leggi non chiare, sempre meno chiare, che utilizzano un linguaggio sempre più nebuloso e contorto, conosciuto e, forse capito, da pochi addetti ai lavori, linguaggio voluto e programmato dagli stessi burocrati che trovano nella nebulosità del linguaggio, nelle incertezze della sua comprensione la fonte stessa del loro potere.
Potere che si è accresciuto nel tempo, che è diventato un’ enorme palla al piede non solo per la nostra economia, ma per la vita di tutti, per la vita di tutti i giorni, ch frena ogni iniziativa, che ostacola ogni progetto, fino allo sfinimento, fino alla rinuncia.

Dicono che l’Italia sia la patria del diritto solo perché, in passato, abbiamo avuto grandi giuristi, ma il diritto, in Italia non esiste, non c’è la certezza, non c’è chiarezza nella norma che si presta ad essere diversamente interpretata, sino a che il linguaggio utilizzato non diventerà semplice e diretto, diventando comprensibile e compreso anche dal popolo comune.
Ho paura che non si riusirà a sconfiggere quel cancro che è ormai diventata la nostra burocrazia tutta, non solo quella amministrativa.

È la chiarezza il martello pneumatico da usare per abbattere i muri, è la certezza delle norme che, infrangendoli, può togliere terreno ad intrallazzi e corruzioni, snellire le procedure e rendere più semplice la vita.

Ma, chi può, lo farà?

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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