Aids: primi test positivi su vaccino italiano

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

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Si è conclusa la prima fase di sperimentazione clinica del vaccino terapeutico “AT20” su pazienti infetti dal virus HIV ed è stata condotta con successo dal gruppo di ricerca del prof. Arnaldo Caruso, docente di Microbiologia nel Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia. Sono promettenti i risultati ottenuti rispetto alla sicurezza e alla non tossicità per l’uomo del complesso vaccinale; sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica “Vaccine”, organo ufficiale della International Society for Vaccines.

Il vaccino messo a punto dal prof. Caruso è solo terapeutico, ovvero efficace solo per soggetti già infettati dal virus dell’HIV, ed è volto a neutralizzare gli effetti dannosi della proteina p17 del virus HIV, considerata dai ricercatori bresciani la tossina con la quale il virus attacca l’uomo, inducendo l’immunodeficienza caratteristica dell’infezione virale.

Il vaccino non ha effetti collaterali ed è in grado di indurre la formazione di anticorpi capaci di neutralizzare la tossicità della proteina p17 in tutti i soggetti trattati. “E’ una bellissima notizia, che diamo dopo aver fatto tutte le sperimentazioni – dice il prof. Caruso – “e abbiamo sempre più l’evidenza che la p17 è la proteina responsabile dei problemi che sono alla base dell’AIDS”.

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Il virus è il vettore di una tossina che è proprio la p17” – dice Caruso – “e il nostro organismo crea normalmente degli anticorpi per una parte non funzionale della proteina. Noi invece abbiamo istruito il nostro organismo a cambiare obiettivo”. Una volta che il sistema immunitario ha imparato, poi lo sa fare per sempre”, sottolinea Caruso. “E’ un successo tutto italiano, dell’università di Brescia. Questa è una nazione che puo’ fare ancora ricerca scientifica”.

Siamo felici ed orgogliosi di questo successo. La battaglia contro l’AIDS è ancora lunga ma fa’ piacere leggere novità sui test del vaccino prodotto in Italia.

Paola Lovera

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