Ultima modifica 3 Maggio 2018

Ironman non solo nella vita ma anche nella gara più massacrante del mondo. Alex Zanardi ha scritto un’altra pagina memorabile della sua straordinaria carriera, centrando l’obiettivo di completare la massacrante Ironman Triathlon alle Hawaii (2,4 miglia a nuoto, la Waikiki Roughwater Swim, 115 miglia in bicicletta, l’Around-Oahu Bike Race, e la maratona di Honolulu, per lui in carrozzina) sotto il muro delle 10 ore.

Che emozione: migliaia di persone che urlano il tuo nome e lo speaker che dichiara: Alex Zanardi, you are an Ironman!”, questo è il commento che l’ex campione di F1 e plurimedagliato paralimpico affida a Twitter al termine della più dura competizione agonistica del mondo e che ha visto ai nastri di partenza quasi 2.200 atleti, di cui un centinaio professionisti. In gara, per l’Italia, anche Luca Parmitano, il 38enne astronauta dell’Esa e pilota Aeronautica, nonché Ambasciatore del Semestre di Presidenza italiana dell’Ue.

L’Ironman di Kona è la gara per eccellenza, riuscendo a coniugare resistenza, forza, vigore, abilità tenuta fisica. Una gara dove non è importante vincere o arrivare sul podio, ma dove soprattutto conta chiudere entro il limite massimo consentito delle 17 ore.

A chi ci riesce viene scandita la frase che da sola vale una medaglia olimpica: “you are an IronMan“.  Il record della competizione è detenuto dall’australiano Craig Alexander che ha vinto l’Ironman Hawaii nel 2011 con un tempo di 8:03:56, mentre tra le donne è stato stabilito l’anno scorso dall’australiana Mirinda Carfrae (vincitrice dell’edizione 2014) in 8:52:14.

E così Alex Zanardi, dopo i due ori paraolimpici di Londra, incassa un’altra medaglia, chiudendo la terribile prova in meno di 10 ore: 9:47:14 e 272/ assoluto (19/o fra le persone con la sua stessa età (tra i 45 e i 49 anni).

Peccato per il vento – dice Alex il perfezionista a fine gara – me lo sono l’ho trovato contro, mi ha rallentato e ho rischiato di cadere. Ma che emozione l’arrivo”.

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Una sfida vinta ma che non fa abbassare la guardia ad Alex che ha promesso che tornerà per migliorarsi ancora perché, come diceva Walt Disney, “tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli“. Primo degli italiani nella gara Pro vinta dal tedesco Kienle (8:14:18) è stato Daniel Fontana, 33/0 in 9:37:44. Più indietro l’uomo dello spazio, Luca Parmitano, che alla sua prima esperienza ha chiuso al 1.513/o posto in 12:30:08.

Ma non è il risultato quello che conta, quanto l’essere riuscito a concludere la super-sfida: “È da circa 6 mesi che mi alleno con in mente una gara di triathlon – le parole dell’astronauta italiano – Ho cominciato ad allenarmi prima ancora di sapere che sarei stato invitato al campionato mondiale. Mentre ero in orbita, ho cercato di pensare a una disciplina che rappresentasse una vera sfida e ho chiesto a un amico di aiutarmi nell’iscrizione visto che ero nello spazio. Quando IWC, che organizza le gare Ironman, ha sentito la mia storia, nacque la decisione di invitarmi alla finale di Kona”.

Alex Zanardi, a miracle man.

Paola Lovera

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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