Ultima modifica 21 Ottobre 2019

Tutti possono scegliere cosa fare in materia di allattamento. Cè chi preferisce allattare al seno e chi, per esigenze personali o mediche, non può e decide di allattare artificialmente il suo bambino.

Le controindicazioni mediche sono poche: essere sieropositivi al virus dell’AIDS, avere il cancro al seno o avere avuto un macroadenoma ipofisario, un prolattinoma, come è capitato a me.

allattamento-artificiale

Alcuni anni fa mi fu diagnosticato questo tumore benigno che deve il suo nome all’ormone che lo ha generato. Il tumore fu rimosso ma già allora mi era preclusa la possibilità di avere un figlio. Avere questo tipo di adenoma può rendere la donna sterile, in quanto l’altissima produzione di prolattina generata dal tumore può ridurre la produzione di ormoni sessuali maschili e femminili da parte delle gonadi e si hanno alterazioni del ciclo mestruale, o totale assenza dello stesso. Ci sono casi in cui il corpo non riprende la sua funzionalità, anche dopo la rimozione del tumore.

Io fortunatamente sono riuscita ad avere comunque una figlia. Al momento del parto il “problema” prolattina si è ripresentato. Questo ormone ha come funzione principale quella di promuovere la lattazione, cioè la produzione del latte materno e nel mio caso poteva favorire una recidiva.

Subito dopo il parto mi sono stati somministrati i medicinali che impediscono la genesi del processo di lattazione. Mi sono sentita strana nel farlo, un po’ fuori dal mondo. Per tre giorni non ho potuto toccare il seno, in modo da non stimolare in nessun modo il processo di produzione del latte materno.

In ospedale è cominciato il mio percorso con il biberon. Ho potuto contare sui consigli del personale nella nursery del reparto, sempre disponibile anche di notte. Ho usato il latte artificiale che mi hanno consigliato e sono andata avanti così fino a quando ho incominciato ad usare il latte vaccino, intorno all’anno di età della bambina. Io penso di essere stata fortunata perché la mia piccola non ha avuto ne coliche intestinali, ne  rigurgiti devastanti.

Quella di dare al bebè il latte artificiale è una scelta comunque valida, sebbene gli specialisti confermano come il latte materno rappresenti, quando possibile, la soluzione migliore per il bambino. L’allattamento artificiale può cominciare anche dopo le prime ore di vita, come nel mio caso, e ha anche alcuni vantaggi: si conosce sempre il quantitativo di latte assunto dal bambino e il sapore non dipende mai da quello che ha mangiato la madre.

Il latte artificiale è un derivato del latte vaccino, che viene trasformato, adattato ed integrato per renderlo il più possibile simile al latte materno. Va invece evitato il latte di latteria, poiché la sua composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali di un bambino nel primo anno di vita e inoltre può causare carenze di ferro nel lattante.

Paola Lovera

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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