Amica Banca?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Quella che segue è una notizia che sembra inverosimile!

Più che inverosimile denota un comportamento ben oltre i limiti dell’agire a salvaguardia dei propri e degli interessi di tutti i clienti, per tacer dell’etica!

A chi mi riferisco? Ad una banca, di quelle che, con l’unione europea, sono scese alla conquista del bel paese.

Le avevamo accolte con un po’ di diffidenza e allo stesso tempo con un po’ di sollievo, pensavamo, ce lo avevano ripetuto in tutte le salse, che più Banche, soprattutto “straniere”, avrebbero portato un benefico vento di concorrenza e migliori condizioni a noi, poveri tapini, perché i “ricchi” ottenevano già tutte le migliori condizioni possibili dalle banche nostrane.

Non è che ci siamo accorti che qualcosa sia migliorato, anzi, ma..

Sapete che cosa ha escogitato la Barclays per tutelarsi verso possibili, forse probabili, buchi nelle loro casse?

Hanno deciso di disabilitare tutte le carte di credito già concesse a tutti i residenti nelle zone terremotate dell’Emilia!

Avete capito? Hanno tolto loro quella possibilità di pagamento perché, testuale, “se hanno perso casa e lavoro e spendono denaro che non hanno, come faranno a rimborsare i dbiti?”.

Andiamo per ordine.

Prima di tutto SE hanno subito danni, SE hanno perso il lavoro, SE non hanno risparmi o depositi in banca, SE spendono oltre le loro disponibilità…

Quanti SE… e SE a qualcuno di loro non si applicassero questi SE?

La banca non ci ha pensato? Ha solo aggiunto disagio a disagio, reso più difficoltosa, ed era difficile, la vita a queste persone, senza curarsi minimamente se fossero solvibili o meno; senza pensare ad altro che a chiudere i “cassetti”, magari pieni di soldi non loro, di denaro che i loro clienti avevano depositato, denaro che ora potrebbe essere loro indispensabile.

Ma alla banca che importa, a lei interessa solo di non erogare denaro, suo di altri, basta tutelarsi da possibili mancati rientri.

E’ vero la banca non è un ente di beneficenza, non è tenuta, anzi non deve, erogare denaro senza garanzie, ma qui non si tratta di questo.

Lei è tenuta a salvaguardare gli interessi dei propri clienti, e suoi clienti sono anche quelli che risiedono nelle zone interessate dal sisma, e invece cosa ha fatto? Ha chiuso i rubinetti, non  del suo denaro, ma  del loro denaro, quello che avevano depositato o che transita sui loro conti, nella previsione che quei signori presi dall’ansia di fare shopping, non sappiano darsi un limite e spendano compulsivamente e con grande frenesia.

E, comunque, prima di bloccare le carte, avrebbero dovuto fare dei veloci accertamenti, verificare le condizioni economiche dei loro clienti ed, eventualmente, bloccare le carte solo dei dichiaratamente non solvibili.

Avrebbero dato un colpo mortale solo ai meno abbienti, ma che volete, non è compito delle banche dare aiuto!

Ho cercato di capire se altre banche abbiano agito allo stesso modo, sembra di no, non ne sono completamente certa, ma nessuna ha agito così indiscriminatamente.

E mi sono chiesta e mi chiedo: è lecito questo comportamento?

Una Banca può agire in questo modo?

La notizia non ha avuto una grande eco, non so perché, e dubito che le mie domande trovino una risposta.

Certo è che mi ritengo fortunata di non avere rapporti con la Barclays, ci è mancato davvero poco, ma, per il futuro mi terrò molto distante dai suoi sportelli, voi che ne pensate?

 

Nonna Lì

2 COMMENTS

  1. Penso che, messe così le cose, sia un po’ difficile da capire il quadro completo.
    In sostanza, la carta di credito “anticipa” dei soldi che, secondo dichiarazione dei redditi depositata in fase di richiesta della carta, si avranno regolarmente, dal momento che si svolge un determinato lavoro con costanza.
    Ovviamente, perso lavoro e stabilità solita, la carta di credito non può più essere valida, no?
    Mentre l’utilizzo bancomat dei propri soldi depositati nel conto, per chiunque ne avesse da parte, ha assolutamente senso.
    Sbaglio?
    Io non ho una carta di credito, ma feci richiesta tempo fa, e so che serve avere un introito costante, perché si possa godere di un fido temporaneo.
    Giusto?
    Insomma. Trovo che la cosa, posa così, abbia un certo qual senso.
    Non vorrei dire idiozie, datemi pure qualche informazione in più, se mi sbaglio 😉

  2. Le ragioni di impresa ci stanno tutte, ed è vero che le banche sono imprese, con scopo di lucro. Ma è altrettanto vero che sono nate storicamente come enti di beneficienza, dalla predicazione di Fra Bernardino da Siena, per lottare contro l’usura e destinare i risparmi a sostenere chi aveva bisogno di tutto. Ora le banche se lo ricordano solo quando si escludono le fondazioni bancarie (che possiedono il capitale della spa bancaria) dal pagamento dell’IMU, come enti di filantropia, o quando si tratta di ricevere dalla Banca Centrale Europea finanziamenti a tasso minimo, perché aiutino l’economia statale a risollevarsi (e qui parliamo della spa bancaria). Che poi li usino a questo scopo non lo verifica nessuno, e questa notizia dimostra che non c’è nemmeno la minima volontà di sostenere chi deve risollevarsi.

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