Apre a Londra Ziferblat!

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

Ziferblat

Ha aperto a Londra (388, Old Street, quartiere di Shoreditch) Ziferblat, caffè di una catena russa di locali “pay-per-minute“, dove paghi a seconda di quanto stai e non in base a quanto consumi.

La tariffa è di 3 penny (4 centesimi di euro) al minuto, quindi mezz’ora di permanenza vi costerà 90 penny (1 euro e 10 circa), un’ora 1,80 sterline (2,20 euro) e così via.

Sembra un’idea alquanto banale pagare il tempo in cui si sta seduti a bere il caffè, a leggere, a mangiare e invece è questo il concetto base proposto da Ziferblat: il caffè che ha debuttato in Russia, con ben 10 locali, da Mosca a San Pietroburgo, e sta provando ad espandersi anche in Inghilterra, ottenendo già un ottimo risultato. Come possiamo immergerci nell’idea di pagare il tempo? Beh allo Ziferblat è semplice.

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Nel momento in cui si entra, si prende una delle diverse sveglie, sistemate su uno scaffale all’ingresso, e si annota l’orario. Si può rimanere tutto il tempo che si vuole, consumando un numero illimitato di caffè, tramezzini, frutta e bevande varie, tranne quelle alcoliche, di cui il consumo e la vendita sono vietati.

Questo progetto, nato per caso, cerca di contrapporsi alla catena degli Starbucks, dove molti clienti con una sola tazza di caffè restano seduti, per ore ed ore, utilizzando il servizio wi-fi gratuito. Insomma il bar che diventa ufficio è ormai cosa nota. Lo Ziferblat invece nasce con lo scopo di divenire un centro sociale dove le persone interagiscono, chiacchierano e possono addirittura portarsi il cibo da casa per cucinarlo all’interno del locale, grazie ad un microonde, messo a loro disposizione. Con il consenso di tutti i clienti presenti, possono cantare, suonare o dipingere, scegliendo il tempo di permanenza.

Grazie al gusto misto del luogo, tra moderno e vintage, lo Ziferblat, non solo mette a proprio agio ma propone un nuovo modo di percepire l’interazione come forma di collaborazione. E così, nonostante consumare e lavare i piatti utilizzati non sia obbligatorio, i clienti che fanno una lunga o breve permanenza, non solo lavano le loro stoviglie ma aiutano a ripulire anche quelli di altri clienti, che non hanno tempo o devono andare via per qualche ragione. Si comportano quindi come inquilini temporanei nella stessa casa, contribuendo a mantenere pulito e a formare un nuovo gruppo sociale, fondato sul rispetto e la collaborazione.

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In merito al successo ottenuto fino ad oggi, Ivan Mitin, 29 anni proprietario del Ziferblat afferma:  «I londinesi hanno capito istantaneamente la nostra proposta, noi consideriamo il pagamento per il tempo passato qui come una donazione per far proseguire questo esperimento. Il nostro é un progetto sociale, non un business model».

Finalmente nasce qualcosa che mette alla prova la nostra civiltà, la nostra voglia di interagire con persone nuove, ma soprattutto nasce un luogo che in qualche modo ci fa sentire a casa.

Speriamo migrino anche in Italia gli Zeferblat!

Paola Lovera

 

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