Autismo, inizia nel grembo materno

Ultima modifica 6 Novembre 2015

 

Questa è un’importante scoperta scientifica e riguarda l’autismo: “inizia nel grembo materno” con alcuni difetti nelle prime fasi dello sviluppo della corteccia cerebrale, quando il cervello prende forma e le diverse “famiglie” di neuroni si organizzano in strati, connettendosi tra loro. Lo svela uno studio sul cervello di bambini autistici e sani, condotto presso l’Università di San Diego, pubblicato sul “New England Journal of Medicine”.

autismoI ricercatori hanno creato il primo modello tridimensionale, che visualizza le parti del cervello autistico, in cui vi sono frammenti di corteccia non sviluppati secondo il normale schema in cui si organizza la corteccia, in sei strati di cellule diverse.

La corteccia cerebrale umana gioca un ruolo centrale in meccanismi o funzioni mentali cognitive complesse come pensiero, coscienza, memoria, concentrazione, linguaggio. Durante lo sviluppo fetale essa si organizza con un processo complesso, in cui le cellule fetali si spostano e prendono la propria posizione finale, organizzandosi a formare sei strati di cellule.

Ciascuno strato cellulare si differenzia dagli altri assumendo un “identità genetica” precisa, che resta immutata fin dopo la nascita e che, quindi, si può riconoscere facilmente, analizzando un pool di geni ad hoc.

È proprio ciò che hanno fatto i ricercatori Usa: hanno confrontato l’identità genetica dei neuroni della corteccia di cervelli di bimbi sani e autistici deceduti. Sono emerse spiccate differenze: nel cervello autistico sono “visibili” con l’esame genetico dei frammenti di corteccia, non organizzati correttamente nei sei strati cellulari. Questi frammenti di corteccia dal mancato sviluppo si localizzano in regioni del cervello già note per avere un ruolo nell’autismo. Quindi, la malattia inizia nel feto durante le delicatissime fasi di sviluppo della corteccia.

autismo2Sempre a proposito di autismo e delle polemiche nate in questi giorni, Stefania SalmasoDirettore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore della Sanità, dice che: «la presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata e non è stata evidenziata alcuna correlazione».

A tale conclusione sono giunti dopo l’indagine avviata nei giorni scorsi dalla Procura di Trani, per accertare un eventuale nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino pediatrico “trivalente” contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr) e l’insorgenza di autismo e diabete mellito.

Il 2 aprile,Roma, si celebra la Giornata Mondiale dedicata all’autismo.

Piccoli passi verso il sapere di questa complicata malattia.

Paola Lovera

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