Ultima modifica 18 Giugno 2018

Sono più contenta di fare un po’ di pubblicità gratuita a una balena felice che a una che, seppur presunta, aizza al suicidio.

Che ovvietà, direte voi. In parte è così, ma qualcuno si è indignato anche di questo invece.

Partiamo dall’inizio. Brevemente. E parliamo di questa Balena Felice

balena felice

Avrete letto della folle Blue Whale challenge che impazza in ogni dove. (Se non lo avete fatto leggete i nostri commenti al  gioco).

Appena questo fenomeno cominciava a prendere piede anche in Italia, non in termini di tragiche notizie, quanto in termini di giornali, tv e social che ne parlavano, uno scrittore e poeta ha pubblicato sul suo profilo facebook la contro risposta positiva.

Il gioco della balena felice.

Lui si chiama Gio Evan. Ha 29 anni

Scrittore e poeta, cantautore, umorista e performer. Ma lui non lo sa e vola lo stesso. Dice di sé.

E se scrivo io, vi assicuro che possono scrivere tutti.

Per tornare alla balena felice.

Gio Evan, per dare una risposta a questa catena di giochi deliranti che inneggiano al suicidio, ha voluto rispondere nel modo a lui più consono. In “poesia“.

E ha condiviso le 21 regole del gioco della balena felice in un post.

Che si riassumono nel sorridere a se stessi e agli altri. Nel fare ogni giorno una buona azione (in contrappasso con la regola della blue whale che voleva un film horror e una canzone triste al dì).
Nello scrivere poesie e ascoltare canzoni positive e romantiche.
Nel guardare il tramonto.
Nel ringraziare e abbracciare.

E figurati se in rete non c’era qualcuno che aveva da ridire anche su questa trovata.

Nel frattempo però il post, a dispetto dei delatori,  ha cominciato a girare. E in breve tempo è stato condiviso da decine di migliaia di persone. E la cosa bella è che un sacco di gente non solo ha condiviso il post.

Ma sì è pure messa a giocare alla balena felice!

E ha pubblicato le foto delle varie regole che ha ossequiosamente rispettato!

Il caffè sospeso il secondo giorno, atti di gentilezza a casaccio un altro, telefonate alla mamma il quarto giorno e così via dicendo!!

Dicevo, a qualcuno non è piaciuto il post.
Molti hanno scritto che era solo un modo di un poeta in erba che voleva farsi pubblicità.

balena felice

Altri che quest’inno cattolico-nazionalpopolare era indigesto quasi quanto la balena blu.
Io come sempre dico la mia, visto che c’è anche qualcuno che mi dà il piacere di pubblicarla.

Il gioco della balena felice (e il suo autore) sarà anche un po’ come il catechista che ieri ci ha tenuto 3 ore in parrocchia per convincerci a frequentare i corsi anche dopo la comunione di mio figlio.

Ma a me piace. E mi piace l’idea che Giò Evan e il catechista vogliano una comunità più felice e serena.

E penso che sia sempre meglio un caffè sospeso per un giorno che un ragazzo che anche per scherzo si iscrive a un social di suicidi.

balena felice

O che faccia balconing. O che peggio mi sento scali un grattacielo e si metta in pizzo alla ringhiera del terrazzo dell’ultimo piano per un selfie estremo.

Perché sappiate mamme che i ragazzi questo fanno. Non tutti, non sempre. Ma non dimentichiamo che quando si è giovani, adolescenti, ci si sente immortali. E si osa.

E allora se Daniele e Francesca postano la foto del loro caffè sospeso. O se il selfie estremo di Nancy è quello con lo scontrino del bar in mano, penso che in una parte del mondo piccola come un granello di sabbia questo minuscolo poeta, anche solo per 15 minuti, o 21 giorni che siano,  ha fatto lo stesso effetto di Giovanni Pascoli.

Ha reso la poesia al servizio del bello. Del mondo.
E dico viva la balena felice

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