Bambini e smartphone, attenzione alle patologie oftalmiche

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Nel 2014 in Corea l’uso degli smartphone è aumentato dall’83% al 89.8% nella fascia d’età che va dall’infanzia all’adolescenza. Insomma il matrimonio bambini e smartphone in estremo oriente è ben consolidato.

Bambini e smartphone, rischio sindromi oftalmiche

bambini e smartphone

Voi direte: cosa me ne importa a me se dall’altro lato del mondo i bambini stanno sempre di più con gli occhi sui cellulari.

Ce ne dovrebbe importare invece, perché una ricerca di una Università Coreana ha dimostrato che l’associazione bambini e smartphone può essere dannosa non solo per la socialità dei nostri futuri uomini, ma anche, e adesso lo dice la scienza, per il benessere dei loro occhi.

Bambini e smartphone, la ricerca consiglia prudenza

Alcuni scienziati del College of Medicine della Chung Ang University Hospital di Seul hanno infatti condotto uno studio sulla possibilità di rischio di disturbi oftalmici in età pediatrica associati all’alto utilizzo di smartphone e tablet.

La ricerca è stata poi pubblicata sulla rivista specializzata internazionale BMC Ophtalmology.

Ricerca che noi oggi vogliamo condividere. Per sensibilizzare i genitori all’argomento bambini e smartphone.

bambini e smartphone

Lo studio ha arruolato 916 bambini. Ai soggetti arruolati sono stati somministrati una serie di test visivi. Oltre ai test anche un questionario, per indagare sugli usi domestici di dispositivi come smartphone e tablet.

Nel questionario si chiedeva ad esempio l’uso di terminal visivi, le attività all’aria aperta svolte, l’apprendimento.

Il test valutava l’indice di disturbi oculari. La valutazione è avvenuta secondo una scala chiamata OSDI (ocular surface disease index – indice di disturbo della superficie oculare)

Lo studio ha considerato molti fattori. Tra questi la residenza in zone cittadine o rurali e l’età dei soggetti.

Il risultato? Ad un maggiore utilizzo di smartphone e tablet aumentava anche l’incidenza di sindrome da occhio secco.

La sindrome da occhio secco è una alterazione della secrezione e della distribuzione della pellicola lacrimale.

Questa può essere scatenata da patologie. Tra queste congiuntiviti o blefariti. La sindrome si manifesta quasi fisiologicamente in alcuni anziani a causa della ridotta secrezione lacrimale senile.

  • Alcuni sintomi della sindrome da occhio secco sono bruciore, lacrimazione alterata, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, arrossamento oculare, vista annebbiata o difficoltà ad aprire le palpebre.

Succede inoltre più spesso alle donne in menopausa. Questo a causa degli squilibri ormonali che si vengono a creare. (Fonte: IAPB Italia)

Lo studio ha invece evidenziato che il rischio sindrome da occhio secco aumenta nei bambini con l’aumentare del tempo dedicato alla visione di dispositivi come cellulari e tablet.

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I risultati hanno anche riscontrato che dopo 4 settimane di cessazione dell’uso di questi dispositivi, i soggetti affetti da questa sindrome hanno sperimentato un miglioramento della lacrimazione.

Questo significa che le attività all’aperto non peggiorano in alcun modo la condizione dei piccoli affetti dalla sindrome. Essi piuttosto ne ricevono un gran beneficio.

Tra le altre conclusioni, gli autori dello studio raccomandano ai genitori di bambini e adolescenti un controllo visivo almeno annuale, per evitare di incappare in rischi seri per la loro vista.

Qualora si rivelasse una tendenza a patologie oftalmiche, il consiglio è di intervenire prontamente con appropriate terapie mediche, per evitare peggioramenti.

E io direi anche con il limitare l’utilizzo di smartphone e tablet al minimo sindacale a tutti i bimbi, a prescindere dalla salute attuale dei loro occhi!

® Riproduzione Riservata

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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