Barbapapà anzi…papàbarba

Ultima modifica 18 Dicembre 2015

 

Non ho mai fatto pace con la mia faccia, così la lascio invadere dalla barba.

Una protezione (anche a beneficio di pidocchi ed acari).

Il desiderio di sembrare adulto (mentre nella testa rimango un bimbo).            

Il tentativo di smussare le mie rotondità. O forse è semplicemente pigrizia.
C’è però chi mi riprende.
Il mio bambino più piccolo (quasi 3 anni di età) mi sgrida, in questi giorni, per la barba lunga.

Esprime il suo disappunto tanto con le parole, accostate l’una all’altra con infantile chiarezza (“Papà, la barba! La devi tagliare”), quanto con una mimica facciale che – altrettanto chiaramente – evoca un misto di disprezzo intellettuale, divertimento circense (“E’ arrivato il babbuino”, sembra dire) ed amoroso compatimento.
La reazione del bimbo scatta, in particolare, quando lo prendo in braccio. Pensandoci, la barba è un ottimo diversivo rispetto a scriteriate intenzioni manifestate dalla “creatura”.

Faccio un simpatico esempio. Il piccolo sta gioiosamente imbrattando divani e pareti con pennarello indelebile. Il papà barbuto – o meglio, il papàbarba – lo afferra e tira a sé per placarne l’istinto criminale. In braccio, ad altezza d’occhi, il fanciullo nota la massa forestale incolta, dimentica temporaneamente – ripeto: temporaneamente – il progetto di pittura creativa ed inizia a modulare le sue paroline ed i suoi dolci lineamenti facciali nei modi sopra descritti.
Di più. Con le morbide dita azzarda un contatto con l’immonda selva pilifera, forse sperando in cuor suo che si tratti di materiale posticcio. Così non è, purtroppo. La delusione potrebbe condurlo a riprendere l’iniziativa criminogena armato di pennarelli mai troppo ben nascosti. Uno spiraglio, tuttavia, si apre per il papàbarba.
Un richiamo favolesco, una suggestione infantile capace di ribaltare il terrore delle foreste barbute in incanto di balocchi. Chi è il più simpatico – e munifico – essere umano (ma anche no) barbuto che ogni bimbo aspetta una volta l’anno con speranzosa impazienza? Proprio lui: quel Babbo Natale a cui il papàbarba assomiglia così tanto. Basterebbe solo un po’ di…farina bianca. E un berretto rosso col pon-pon.
Basta così, la panciona è già disponibile in abbondanza.

 

Alberto Cardino

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