Riciclo e riuso della carta. Ci aiutano i Boxtrolls.

Ultima modifica 7 Gennaio 2020

Nel film d’animazione Boxtrolls – Le scatole magiche, ora disponibile in DVD e Blu-ray/Blu-ray 3D, i Boxtrolls sono delle buffe creature che vivono nei sotterranei della cittadina immaginaria di Pontecacio.
Indossano delle scatole di cartone come fossero dei gusci.
Di notte escono allo scoperto per frugare tra i rifiuti della città e trasformarli in ingegnose invenzioni.
ricicloQuesti esseri simpatici, erroneamente additati come ladri dagli abitanti snob di Pontecacio, sono i protagonisti dell’ultimo lavoro della Laika Entertainment, lo studio d’animazione che ci ha regalato altri due gioielli come Coraline e la porta magica e ParaNorman.
Il vero protagonista del film è Uovo, un bambino adottato da piccolo dalla comunità dei Boxtrolls. Cresciuto come uno di loro, si troverà ad un certo punto ad affrontare il mondo esterno e a capire chi è veramente.

Una storia quindi che parla di cosa rende una famiglia tale, di accettazione di se stessi e degli altri, ma anche, volendo, un modo per avvicinare i nostri bambini al mondo del riciclo.

A tal proposito abbiamo intervistato Eleonora Finetto, responsabile della comunicazione di Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica.
Ecco cosa ci ha detto.

Boxtrolls, riuso e riciclo della carta

Il film Boxtrolls – Le scatole magiche può essere un ottimo escamotage per avvicinare i più piccoli al tema del riciclo.
Secondo l’esperienza di Comieco, le nuove generazioni sono consapevoli dell’importanza del riciclo?

Il film mostra una caratteristica di carta e cartone che riteniamo fondamentale e cioè la doppia possibilità che questo materiale ha di tornare comunque a nuova vita.

Attraverso il riuso (come nel caso dei Boxtrolls) e grazie al riciclo.

Le nuove generazioni sono sicuramente già molto più sensibili dei loro genitori ai temi ambientali in generale.
Sono stati definiti “nativi ambientali” perché sono nati e stanno crescendo in un’epoca in cui, fortunatamente, si pone molta attenzione al rispetto dell’ambiente e al risparmio di risorse. L’attenzione allo spreco, di cibo e di acqua in particolare, e il riciclo, in particolare quello della carta che è il materiale con cui hanno maggiormente a che fare, sono i primi concetti con cui vengono a contatto.
I bambini riescono ad assimilarli con sorprendente facilità ed interesse trasformandosi spesso in veri e propri ambasciatori ecologici.
Credo che chiunque abbia figli, o nipoti, in età scolare sia stato almeno una volta “rimproverato” dai bambini in seguito a qualche comportamento poco attento.
Ad esempio lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti oppure buttare un pezzo di carta nel sacco dell’indifferenziato invece che nel cestino della carta!

Da genitore, quali piccole abitudini possiamo portare in famiglia, anche attraverso il gioco, per far sì che i nostri figli siano attenti al riciclo?

Insegnare ai bambini il rispetto per l’ambiente non è un compito difficile.

I bambini imparano presto ma soprattutto seguono l’esempio dei genitori.
È per questo che è importante far capire loro quanto determinati gesti possano avere un grande impatto ambientale per il loro futuro.
Coinvolgendo i bambini nel processo di smaltimento dei rifiuti prodotti in casa e spiegando loro cosa accadrebbe se tutti i rifiuti venissero gestiti senza alcun criterio.

Può essere utile, e divertente, creare un “responsabile” per ogni materiale da differenziare. Il responsabile avrà il compito di controllare che tutti si comportino bene sanzionando con dei bollini rossi i famigliari che commettono degli errori.
In questo modo i bambini si sentiranno protagonisti di un’attività quotidiana che riguarda tutta la famiglia. Un cestino per la carta nella cameretta dei bambini è un altro strumento valido per abituarli a separare correttamente i rifiuti, rendendo il compito ancora più facile.

Se approcciamo poi il mondo del “riutilizzo creativo” dei materiali, le possibilità che soprattutto la carta e il cartone offrono sono praticamente infinite.

Senza essere necessariamente dei grandi esperti di fai-da-te, da uno scatolone di cartone si possono ricavare dei mondi interi! Cucine, casette, castelli, macchinine.
Dagli umili rotoli interni della carta igienica si possono ricavare dei personaggi di una fiaba o ancora possono essere utilizzati dai bambini per tenere in ordine il loro armadio, infilandoci i calzini appaiati.
Per i meno fantasiosi possono diventare dei portamatite da decorare.
Le scatole da scarpe possono diventare degli scrigni per tenerci i segreti.

Ogni cosa va bene purchè crei nel bambino la consapevolezza che con questo suo gioco ha ottenuto due importanti risultati: ha creato qualcosa per sé e ha sottratto un rifiuto alla discarica.

Qual è l’errore più comune che compiano nel riciclo della carta?
Una raccolta differenziata ben fatta, di qualità, facilita enormemente i processi di riciclo consentendo di produrre nuova materia prima più pregiata.

Gli accorgimenti da seguire sono pochi, li abbiamo riassunti in questo decalogo:

  1. Selezionare correttamente carta e cartone togliendo nastri adesivi, punti metallici e altri materiali non cellulosici (ad es. il sacchetto in cellophane che avvolge le riviste).
  2. Appiattire le scatole e comprimere gli scatoloni per ridurre gli imballi grandi in piccoli pezzi.
  3. Non abbandonare fuori dai contenitori carta e cartone.
  4. La carta non deve essere buttata insieme al sacchetto di plastica usato per trasportarla fino al contenitore.
  5. Non mettere nella raccolta differenziata gli imballaggi con residui di cibo o terra perché generano cattivi odori, problemi igienico sanitari e contaminano la carta riciclabile.
  6. I fazzoletti di carta usati non vanno nella raccolta differenziata: sono quasi tutti anti-spappolo e quindi difficili da riciclare.
  7. gli scontrini con la carta non vanno buttati: i più comuni sono fatti con carte termiche i cui componenti reagiscono al calore generando problemi nelle fasi del riciclo.
  8. La carta oleata non è riciclabile (es. carta per affettati, formaggi e focacce).
  9. Non gettare nella raccolta differenziata la carta sporca di sostanze velenose (es. vernici, solventi etc.) perché contamina la carta riciclata.
  10. Seguire sempre le istruzioni del Comune per fare correttamente la raccolta differenziata.

L’errore più comune è ancora rappresentato dal conferimento insieme alla carta di materiali che cellulosici non sono.

La plastica che avvolge le riviste o il sacchetto in plastica con cui portiamo la carta raccolta in casa al cassonetto, ad esempio.

In vista del Carnevale, come possiamo riciclare cartoni e carta che abbiamo in casa per realizzare delle maschere (o anche coriandoli e stelle filanti) “ecosostenibili”?
La carta si presta molto bene per fare coriandoli colorati col semplice ausilio di una bucatrice, attività che potranno fare direttamente i bambini.
Le vecchie riviste ad esempio vanno benissimo perché sono di carta patinata, quindi un po’ più resistente, e soprattutto colorata.

I piatti di carta possono diventare la base per la creazione di maschere di ogni tipo da decorare poi con glitter, piume, palline di carta velina o anche semplicemente disegnate e colorate con i pennarelli.

Ma a mio parere è col cartone che si possono fare dei costumi di carnevale veramente originali e d’effetto.

Due anni fa ho travestito mia figlia da “pacco regalo” realizzando il costume in poco meno di un’ora. Sono partita da uno scatolone di dimensioni adeguate (ovviamente uno scatolone usato!) al quale ho fatto il buco per infilare la testa e due buchi laterali per le braccia, lasciando invece il fondo aperto.
Dopo di che ho ricoperto tutto con una bella carta regalo colorata, ho incollato un grosso nastro rosso con tanto di fiocco.
È stato un successone!

Ma con lo stesso sistema si possono creare tanti altri soggetti interessanti, come i mattoncini del lego, un elettrodomestico, wall-e.

In rete si trovano tantissimi spunti da copiare e realizzare con poca fatica insieme ai bambini, trasformando quindi anche il costume di carnevale in un pretesto per parlare con loro di ambiente e sostenibilità.

Ci sono attività che avete portato avanti nelle scuole per la promozione del riciclo della carta?
Comieco, che quest’anno compie 30 anni, porta avanti sin dalla sua fondazione un programma di educazione al riciclo di carta e cartone pensato specificamente per i bambini in età scolare.
Seguendo il principio “Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco.”privilegiamo le attività ludico-pratiche a quelle meramente.
Tra le iniziative “storiche” indirizzate alle scuole ricordo in particolare Palacomieco e RicicloAperto.

RicicloAperto è invece il porte aperte della filiera cartaria.

Una tre giorni in cui un centinaio di impianti su tutto il territorio nazionale aprono le porte alle scolaresche per far vedere con mano cosa succede a carta e cartone “dopo il cassonetto”.
L’obbiettivo di RicicloAperto è mostrare che il riciclo di carta e cartone non avviene per qualche strana magia. E’ frutto dell’impegno di tante persone e aziende che fanno in modo che quello che era un rifiuto possa trasformarsi in risorsa e rinascere a nuova vita.
E soprattutto il primo anello di questo circolo virtuoso siamo proprio noi cittadini che decidiamo di compiere, a casa, un gesto tanto semplice quanto importante: fare la raccolta differenziata.

Tutte le attività di Comieco per le scuole e per i ragazzi sono descritte e raccolte sul nostro sito scuola.comieco.org

In Italia negli ultimi anni si sono fatti passi avanti?
Si. La raccolta differenziata di carta e cartone annuale in Italia è passata da poco più di 1 milione di tonnellate nel 1998 a circa 3 milioni di tonnellate nel 2013.
Il 90% delle quali sono state recuperate e riciclate.
Si tratta di un ottimo risultato che può ancora ulteriormente migliorare facendo un po’ più di attenzione.
Ad esempio, sapete che per aumentare di 1 chilo la nostra raccolta procapite basta avviare a riciclo solo 2 scatole per la pasta, un giornale, uno scatolone in cartone, un portauova e tre sacchetti di carta in più?
Può sembrare un fatto di poco conto, ma se moltiplichiamo questo piccolo sforzo a livello nazionale il risultato diventa importante.

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