Dalle origini agli Sforza

Ultima modifica 11 Novembre 2015

 

Secondo lo storico romano Tito Livio, Milano o per meglio dire Mediolanum – questo l’antico toponimo della città – fu fondata intorno al 600 a.C. da Belloveso, il nipote del sovrano dei Galli Biturgi che vinse gli Etruschi e si insediò nel mezzo della pianura; la leggenda romana afferma che il luogo derivò il proprio nome dal rinvenimento da parte di Belloveso di una scrofa semilanuta (in medio lanae) proprio nel territorio in cui sarebbe sorto il primo insediamento urbano. Una delle ipotesi più accreditate, invece, collega il termine Mediolanum alla sua posizione: poiché si trova in mezzo alla pianura, sarebbe stata chiamata “in medio planum” da cui – per caduta della “p” iniziale – sarebbe nato il composto Mediolanum.
Un’ipotesi linguisticamente valida e comprovata anche da altri toponimi con questo nome o ad esso riconducibile, tutti di origine celtica.

Mediolanum fu la più importante città dei Galli Insubri fino a quando non venne conquistata dai Romani nel 222 a.C. dopo un lungo e aspro assedio che vide schierati i consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello da una parte e la popolazione locale aiutata da Annibale dall’altra. Nonostante la sconfitta subita, i popoli indigeni continuarono a dare del filo da torcere ai romani e solo nei primi anni del II sec. a.C. Roma riuscì ad assoggettarli definitivamente. Mediolanum venne trasformata in una colonia latina nell’ 89 a.C. e nel 15 a.C. raggiunse l’apice della sua importanza: l’imperatore Augusto la nominò infatti capitale della Transpadania – la regione che comprendeva Como, Bergamo, Pavia e Lodi e che si estendeva fino a Torino –e si meritò l’appellativo di Roma Secunda proprio in virtù della sua straordinaria posizione, al confine tra la latinitas vera e propria e i territori oltre le Alpi.

L’ascesa di Milano continuò inarrestabile, e nel 292 d.C. fu nominata capitale ufficiale dell’Impero Romano d’Occidente, esercitando così un ruolo di primo piano come centro per la diffusione e il consolidamento della religione cristiana. È a questo periodo infatti che va fatta risalire l’elezione di Sant’Ambrogio, il primo Vescovo dalla personalità estremamente influente. Dopo la caduta dell’Impero Romano, però, la città subì un crollo inarrestabile: invasa e saccheggiata dai Longobardi, venne letteralmente surclassata da Pavia, che diventò la capitale del regno Romano-Barbarico.

Fu solo nell’8° sec. che Milano riuscì a rifiorire, e la sua rinascita coincise con la dominazione Carolingia; nel 1117, infine, dopo alcune difficoltà di carattere politico, diventò un Comune e da città potente qual era cominciò ad espandere in maniera sempre più energica la propria influenza, assoggettando i territori limitrofi. Dopo aver fronteggiato e subìto la disastrosa discesa di Federico I di Svevia, il famoso Barbarossa, Milano capitanò l’alleanza intercittadina dei Comuni, organizzati nella “Societas Lombardiae”: la lega lombarda, facendo fronte comune, riuscì a respingere l’imperatore nella celeberrima battaglia di Legnano del 1176.

Dopo questo episodio l’importanza di Milano aumentò oltre misura, tanto che anche l’aspetto della città subì una notevole trasformazione, con la costruzione di molti monumenti, l’ampliamento della rete stradale e l’estensione delle mura urbane. Il governo democratico era però destinato a interrompersi brutalmente con la presa del potere da parte della famiglia Visconti, che dominò la città dal 1277 al 1447: la signoria portò con sé un periodo di ricchezza e potere – è proprio per volere dei Visconti, infatti, che fu avviata la costruzione del Duomo e del Castello di Porta Giovia, oggi più comunemente noto come castello Sforzesco – e Milano riuscì a aumentare enormemente la propria influenza, estendendola a tutte le maggiori città limitrofe.
Quando l’ultimo erede della famiglia morì senza lasciare figli nel 1477 la città conobbe tre brevissimi anni di governo repubblicano, a cui mise fine Francesco Sforza: egli fu il capostipite della famiglia che fece di Milano il Ducato degli Sforza, un periodo di grande splendore della città che coincise con l’avvento del Rinascimento italiano.

Valentina Cornagliotto

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