Che brutta partita del cuore!

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Ultima modifica 23 Settembre 2016

Si è disputata ieri sera l’ennesima partita del Cuore a Torino. La nazionale cantanti ha giocato contro la squadra “Campioni” a favore di Telethon.
A prescindere dall’importanza benefica che ha sempre questo genere di partite, direi che ha rilevanza anche e soprattutto per il modello ed il messaggio che passa attraverso questo tipo di azioni: si può fare squadra sempre, in qualsiasi circostanza e uniti, per una giusta causa, ci si diverte e si aiuta il prossimo.

partita del cuore ramazzotti barbarossa

Direi che non esiste messaggio più aulico di questo. Se poi a veicolarlo sono i beniamini di tutti noi, giovani e meno giovani, allora il bersaglio viene centrato in pieno!

Peccato che anche in questa circostanza siamo riusciti a rovinare tutto. Anche in uno stadio pieno di famiglie. Anche di fronte ad un ente benefico e volto a far stare bene chi invece soffre da tempo.

In campo ci sono stati un paio di screzi, un po’ antipatici, ma, diciamocelo: quale partita, anche amatoriale, non vede il verificarsi di sfottò e sgambetti? Non dovrebbe succedere, eppure lo spirito agonistico fa sì che anche il più banale dei giochi, quello di tirare calci ad un pallone, si trasformi in un modo per tirare fuori il lato peggiore di noi. Succede sui campi di calcio più importanti, succede nei cortili delle parrocchie e succede, purtroppo, anche durante la partita del Cuore.

Prima Nedved e Moreno (chi è Moreno!? Ah, sì, il rapper uscito dalla Maria De Filippi), insomma, dicevamo, un paio di sgambetti e qualche parola è volata tra loro… ma si sa, sò ciovani! Vogliamo soprassedere e chiudere un occhio su questo episodio.

E’ d’obbligo NON soprassedere quando invece fanno volare minacce e parole pesanti due UOMINI, con tanto di capelli bianchi in testa, due artisti di un certo calibro, due padri, due figure di riferimento per un sacco di generazioni: Eros Ramazzotti e Luca Barbarossa.
Apparentemente, direi, che i due non hanno affatto l’aria di essere delle teste calde, dei rissosi: non ce l’avevano da ventenni, figuriamoci ora che hanno 50 anni, voglio dire… dovrebbero averla messa la testa a posto, o quantomeno, dovrebbero riuscire a distinguere quella sottile linea che divide il senso di competizione dal buon senso, o no?!
E chi ha più buon senso, lo utilizzi.

Sembra che Barbarossa, da quanto afferma Ramazzotti, abbia minacciato Eros sul campo di calcio, dicendogli qualcosa del genere: “Se mi ritocchi ti ammazzo qui davanti a tutti” e l’altro, di tutta risposta, non è che se l’è fatta scivolare addosso, ha risposto: “Dai, uccidimi!” (per leggere come è andata: gazzetta dello sport!)

Direi che la cosa si commenta da sola.
Non voglio aggiungere altro. Non voglio dare addosso a nessuno dei due. Entrambi riguardassero la scena, magari in compagnia dei propri figli e spiegassero prima a loro quel gesto… poi magari a tutti gli altri, se ne hanno ancora voglia.

Punto.

Micaela

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