Che cos’è più urgente?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

leggiAppena eletto segretario del PD il sindaco di Firenze ha proclamato a gran voce l’inderogabilità dell’approvazione di una nuova legge elettorale. Il nostro Presidente lo ripete da tempo, anzi lo ha più volte proclamato a gran voce.
Ma è cosi improcrastinabile l’approvazione di una legge elettorale?
Ne esisterà una che possa portare ad una vera governabilità del nostro povero paese se non si metterà veramente mano allo snellimento delle nostre leggi in primis di quelle contenute nella nostra Costituzione?

La maggior parte delle norme che regolano la nostra nazione sono faragginose, scritte in un linguaggio volutamente incomprensibile prestandosi a molte diversissime letture; quasi tutte necessitano, per essere applicate, di un indispensabile decreto attuativo, il che prolunga i tempi, quando non li vanifica del tutto, involute, ripetitive, burocraticamente inapplicabili ed inapplicate, oltre ad essere una moltitudine sconosciuta ai più anche se, come recita sempre la legge, la mancanza di conoscenza delle leggi non è ammessa.

Ma c’è qualcuno che le conosce tutte? Sarà un Pico della Mirandola redivivo!!! Ecco, quello che è urgente ed indispensabile è un taglio netto della normativa inutile e ripetitiva che avrebbe una magnifica ed immediata conseguenza: quella di dimezzare, se non di più, la nostra letale burocrazia e il conseguente dimezzamento della spesa per l’ apparato statale.
Pensate a quanto ammonterebbe il risparmio per l’erario!!!

Ma ci si scontrerebbe con resistenze, difese ad oltranza di posizioni privilegiate ed allora è più semplice cercare di distogliere la attenzione della gente comune parlando ( inutilmente) della preminente necessità di promulgare una legge elettorale.
Anche la seconda delle priorità segnalate, guarda un po’, da tutti i responsabili (?) del bene comune  e cioè il problema del lavoro, che manca è indubbio, ma quali i provvedimenti?

Parole, solo parole, almeno fin’ora, nessuna proposta concreta, anche se, è vero, lo Stato non può assumere ancora personale, potrebbe solamente dare il via a grandi e piccoli lavori di manutenzione e riassestamento del territorio.
Ma, ed è un ma grandissimo, ci vuole il denaro che non c’è e che non si vuole trovare, se non aumentando tasse, imposte e accise che impoveriscono sempre di più il nostro paese diminuendo, di conseguenza, l’importo delle entrate fiscali.
Ed è perfettamente inutile che i nostri ministri si rechino in missione all’estero cercando, e non trovando, investimenti per il nostro paese.

Quei poche che acquistano imprese lo fanno con il solo scopo di acquisire marchi stimati a livello mondiale, imparare dai lavoratori delle industrie, per poi delocalizzarle in paesi dove la pressione erariale è meno pesante e ai nuovi imprenditori fanno ponti d’oro!
Così stiamo perdendo le eccellenze per cui andavamo famosi!

Ma  se, in un sussulto di dignità, i nostri governanti capissero che, snellire le procedure burocratiche, tagliare di netto e veramente i rami secchi ed inutili, semplificare le leggi su appalti e tributi, porterebbe non solo la diminuzione del nostro elefantiaco debito pubblico, ma, e soprattutto, ad una maggiore disponibilità di denaro da investire per lo Stato che potrebbe anche attuare una imposizione più  equa e in linea con quelle europee, risanando e risollevando la nostra nazione.

Ma questa è, forse, solo una vana speranza, un’ ultima utopia, attesa la ………della nostra classe politica.

Nonna Lì

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