Sapete cos’è il child grooming?

in questo articolo ve lo spieghiamo, perché credo che sia sempre utile informarsi su quello che ci circonda.

Il child grooming è un reato introdotto con la legge n. 172/2012.

Questo è considerato reato di adescamento in rete (c.d. grooming) e viene perpetrato sul web a discapito dei minori.

Se ripenso a quando ero piccola io, i miei genitori mi mettevano in guardia dagli sconosciuti:

“Quando vai dalla nonna, non parlare con gli sconosciuti.”

“Non fermarti e non salire in macchina di nessuno che non conosci”

ed il classico “Non accettare caramelle dagli sconosciuti”.

Come me, anche voi, sarete cresciuti con queste raccomandazioni e sono quelle che continuo a fare per il momento alle mie piccole.

Ma ad insidiarsi nella nostra vita c’è un nemico in più e questo si chiama internet.

Ora, non sto dicendo che internet sia il cattivo, anzi è uno strumento utilissimo ma che va senza dubbio saputo usare.

Internet e i social media non sono fatti per i bambini.

Possono essere un valido aiuto alla crescita e all’apprendimento ma devono essere veicolati dai genitori.

Infatti, sono pienamente consapevole che ormai i piccoli sono padroni della tecnologia e a volte riescono a destreggiarsi meglio di noi, questo però non vuol dire che non ci siano dei pericoli.

In classe di mia figlia, che fa la prima, molti suoi compagni di classe hanno il cellulare e fanno video su TikTok.

A lei, non possiede né un cellulare né un account social, perché secondo noi è ancora troppo piccola.

Ogni genitore fa la scelta che vuole per i propri figli e su questo non si discute.

Ma come dicevo dobbiamo dare le basi ai nostri figli per capire dove sta il buono e saper riconoscere il cattivo che è dietro magari una bella foto.

Oggi, quindi, voglio approfondire meglio questo aspetto del child grooming.

il child grooming l’adescamento dei bambini suoi social media ed in internet.

child grooming

Questo non è altro che una tecnica psicologica che viene utilizzata dai pedofili per l’adescamento di minori in rete.

L’adulto potenzialmente abusante cura la potenziale vittima (groom = curare) facendogli superare le barriere di diffidenza e di resistenza attraverso delle tecniche di manipolazione psicologica.

Queste vengono perpetrate per diversi mesi e fanno si che i bambini si fidino di questi predatori!

I pedofili usano gli strumenti tecnologici per entrare in contatto online con i ragazzini, conquistando a poco a poco la loro fiducia.

Una volta che questa è conquistata iniziano a chiedere foto esplicite per concludere la proposta di un incontro offline.

I dati che vengono forniti dal commissariato online della Polizia Postale sono sempre più in aumento.

Infatti, negli ultimi mesi del 2020 ci sono stati 328 casi di pedopornografia, 18.364 giga di materiale sequestrato da oltre 20 siti. Le vittime erano in maggior numero pre-adolescenti tra i 10 e i 14 anni, poi c’è la fascia 14 -17 anni, ma la cosa sconvolgente è l’aumento di casi in cui sono coinvolti bambini di età inferiore ai 10 anni.

Come fa il predatore ad insidiarsi nella vita dei nostri figli?

child grooming

Il Child grooming inizia, molto semplice, attraverso le chat, i forum, i giochi di ruolo e soprattutto i social media.

Il bambino pensa che dall’altra parte dello schermo ci sia un suo coetaneo con cui parlare e magari confidarsi su diversi argomenti come la scuola, gli amici e gli hobby.

I predatori iniziano a costruire un legame di fiducia con le loro vittime cercando di avere sempre più informazioni personali della vita del minore.

Ad esempio, indirizzo di residenza, numero di telefono e quali sono i luoghi che frequenta di più.

Molte volte utilizza anche dei piccoli regali, come ricariche telefoniche, per creare un maggiore legame con loro.

Come potete vedere questo tipo di adescamento, può durare anche molti mesi, che porteranno poi a considerare come normali possibili atti sessuali tra i due o l’invio di foto intime del minore.

La non percezione del rischio del child grooming è sbalorditiva.

Molti genitori ritengono che questo non capiterà mai ai loro figli!

Questo lo speriamo veramente tutti ma i casi in aumento sembrano mostrare il contrario.

Quindi, il mio consiglio da mamma come quello della Polizia postale e delle comunicazione, che combatte ogni giorno la lotta alla pedofilia online, è quello di educare i bambini alla legalità informatica.

Quello di spiegarli di non conversare con gli sconosciuti sul web perché non hanno la certezza di chi realmente ci sia dall’altra parte e soprattutto di non inviare foto o video di sé a qualcuno che lo richiede.

Ritengo che siamo molto importante prendere coscienza del fenomeno e parlare ai bambini di questo argomento.

Vi racconto tutto questo perché oggi 5 maggio è la giornata contro la pedofilia e pedopornografia per esserne consapevoli e combatterla insieme.

Classe 1985 nata e cresciuta a Milano, meglio Cormano. Sono laureata in scienze sociali applicate ma nella vita ho fatto un pò di tutto. Da febbraio 2017 ho lasciato il nord per trasferirmi a Catania con la famiglia! Sono mamma di due piccole pesti che adoro, anche quando mi fanno impazzire. Dal 2020 ho iniziato a lavorare come content writer/copywriter e successivamente ho preso la qualifica con Meta in Social Media Marketing. Amo viaggiare, la lettura, il cinema, le serie tv ed il baseball/softball.

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