Coca Cola follia

0
45

Ultima modifica 25 Giugno 2021

Sono una grande sostenitrice della buona alimentazione, quindi potete immaginare come abbia faticato ad allentare la cinghia quando i miei bambini, arrivati ad un’età in cui cominciavano a guardarsi attorno e fare delle domande, mi hanno chiesto di mangiare caramelle, bere bevande zuccherate gasatissime e schifezze di altro tipo.

Sono altresì contraria ai regimi totalitari in genere, quindi non sono una despota assoluta tra le mura domestiche, ma permetto anche al marito, spesso assente per lavoro, di partecipare attivamente alla loro educazione.

Certo che è molto più facile fare il “buono” della situazione e permettere anche la famosissima Coca Cola quando usciamo a cena, magari in occasioni speciali. Giusto per togliere questo alone del proibito che spesso attira proprio perché vietato, come sostiene la mia dolce metà.

coca cola

Se posso essere sincera, non sopporto proprio la Coca Cola, nelle sue diverse versioni, e tutte le bevande del genere. Le trovo assolutamente non adatte a tutti, in particolare ai bambini. Non sono nutritive nemmeno lontano un chilometro e di solito si accompagnano aun’alimentazione comunque poco sana.

Si è sentito parlare negli ultimi giorni anche del caso di Natasha Marie Harris, morta a 30 anni per un arresto cardiocircolatorio. Il marito ha intentato una causa proprio contro il colosso americano. La giovane, infatti, beveva una media di 10 litri al giorno di questa notissima bevanda zuccherata e soffriva di carenza di potassio nel sangue, vomito frequente e un’insolita stanchezza, che i familiari attribuivano a un disturbo ginecologico. Si sospetta una correlazione tra l’assunzione giornaliera di Coca Cola e la sua morte, anche perché dall’autopsia sono stati riscontrati danni ingenti al fegato.

A questo si aggiunge il fatto che la Food and Drug Administration ha avanzato sospetti sulla tossicità del ciclammato, un edulcorante contenuto nella Coca Cola Zero. In Americahanno usato il principio della precauzione, eliminando la sostanza indicata come possibilmente pericolosa mentre in Europail problema non è stato sollevato e la bevanda in questione continua ad essere commercializzata anche con i dovuti sospetti del caso.

Penso che sia sconcertante l’assenza di una linea unica in una materia così seria come la salute alimentare. Nel dubbio è doveroso tutelare il consumatore, ritirando il prodotto o sospendendo l’utilizzo dell’elemento che si ritiene pericoloso. Anche perché nello specifico, non si esclude la possibilità che sia un prodotto cancerogeno. Da ultime ricerche si sono avanzati dubbi anche sull’aspartame, contenuto non solo nella Coca Cola ma anche in tantissimi altri prodotti.

Cerchiamo di controllare sempre l’etichetta di quello che compriamo e facciamo come mi ha consigliato un caro amico: se nell’elenco degli ingredienti trovi qualcosa di cui non conosci il significato, posa il prodotto e passa al successivo. Cerchiamo di portare in tavola prodotti sani, altrimenti rischiamo di danneggiare uno dei beni più preziosi: la salute. Non solo nostra, ma anche dei nostri figli.

Rispondi