Colpi di spugna su Milano

Ultima modifica 6 Maggio 2015

Un colpo di spugna per cancellare una scritta spray, un pò di silicone per ricompattare un vetro scheggiato e un hashtag #NessunoTocchiMilano per ribellarsi ai soprusi e alle violenze dei Black Bloc.

Si conclude così il primo weekend dell’Expo Milano 2015: centinaia di  persone provenienti da tutta Milano e dintorni  con fermezza e coraggio riprendono in mano la propria città e ne ridanno valore.

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Obiettivo di questo articolo non è parlarvi di quanto accaduto il 1 maggio nelle strade di Milano, dei muri imbrattati, delle auto bruciate, delle vetrine spaccate o delle dichiarazioni a dir poco raccapriccianti rilasciate da alcuni manifestanti del corteo NoExpo.

Noi vogliamo puntare i riflettori sulle mani, sui volti, sui sorrisi e lo spirito dei tanti volontari che, domenica, si sono rimboccati le maniche per spazzare via tanta violenza.

Madri, padri, zii, nonni, generazioni intere, personalità pubbliche, volti noti e non insieme per dimostrare quanto punti di vista differenti non debbano ledere la libertà altrui; Milano è diventata parte di ciascuno di noi: nostre erano le colonne, i monumenti, i cartelli imbrattati, le vetrine delle banche, dei negozi e degli uffici distrutti, nostre erano quelle strade solo due giorni prima calpestate violentemente da forse 500 facinorosi.

Finita la tempesta viene da chiedere perchè tutto? Perchè trasmettere al mondo un’immagine che non ci appartiene? Perchè urlare quando si può parlare? Perchè regredire piuttosto che progredire?

Mille volte grazie a tutti coloro che ieri alle urla, alle imprecazioni, alle denucie hanno preferito spugne e sapone, un antico proverbio recita: ognuno deve lavare i panni sporchi a casa propria; ebbene si, ieri Milano ha fatto questo,  nonostante l’offesa subita si è rimboccata le maniche ed ha riconquistato ciò che  le apparteneva!

Valentina Villino

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