Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Grandi spettacoli della romanità sono in scena nei teatri della capitale in questo periodo: siamo andati a vedere “Combinati per le feste” al Brancaccio, mattatore della serata il vulcanico Maurizio Battista, grandioso comico romano!

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Dire che abbiamo trascorso una serata esilarante, è dire poco, molto poco.

Battista passa in rassegna tutte le caratteristiche della romanità più vera, quella verace, quella genuina e sincera che a noi piace tanto, quella non volgare, spontanea e in cui tanto ci rivediamo.
Ha parlato di come ci combiniamo per le feste, delle nostre manie, degli ultimi ritrovati che invece di farci stare meglio, ci caricano di ansia e tensione.

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Ha sottolineato anche l’importanza di trascorrere il Natale in famiglia e qui il teatro intero ne ha convenuto con un grosso applauso.

Ha parlato dei vari sindaci di Roma che si sono susseguiti, che non sono stati mai capaci di valorizzare la città, il patrimonio che abbiamo e che invece, se mai fosse possibile, riescono addirittura a peggiorare le cose: ha dato come esempio l’albero di Natale che il sindaco Marino quest’anno ha fatto piazzare a Piazza Venezia, una roba di uno squallido, che se avesse pagato per poche centinaia di euro una scolaresca, di sicuro avrebbe realizzato qualcosa di più decente e colorato.
Perchè se non si è dei fenomeni, non si può fare il sindaco di Roma. Giammai.

Ed ha passato in rassegna anche tutte le piccole grandi manie di noi romani: la nostra curiosità, la nostra ironia, il nostro modo di prendere la vita con filosofia, leggerezza, la nostra prosopopea, il nostro essere saccenti e pigri.
Ma come sappiamo divertirci e vivere la vita noi, nessun altro ci riesce, oltre ai Napoletani… perchè, parliamoci chiaro, a Bergamo, ad esempio, ma c’hanno da ride?! Niente. Ovvio.

Ha spiegato di come gli è venuto in mente di fare comicità, ha rivelato da dove prende spunto, come riesce a trovare il lato comico nella vita di ognuno di noi, perchè, dice, siamo circondati da “geni“: persone comuni che però hanno quel quid, quel qualcosa che li rende al di sopra degli altri, che li rende decisamente più avanti. Ecco, è questo il materiale con cui lui poi lavora: con i geni della vita comune!

Ha infilato una battuta dietro l’altra che il teatro ci mancava poco si ribaltasse sotto sopra, era un ridere continuo!
La cosa poi ancor più bella, è che lui interagisce spesso con il pubblico, chiama gli spettatori delle prime file per nome, gli dedica dei momenti della serata, fa domande…

A volte, il tutto si vela di una leggera malinconia, tipica sempre del romano, una nostalgia dei vecchi tempi, della semplicità di alcuni gesti che stanno andando perdendosi… Nostalgia ed emozione trovano il culmine, quando Manuela Villa canta “Un amore così grande”, insieme alle immagini e alla voce del padre, Claudio Villa, che scorrono alle sue spalle. Brividi, musica e note si fondono in un istante e per quei minuti si dimenticano le risate che ci ha fatto fare Maurizio e ci si immerge nella Roma della storia melodica di altri tempi.

Uno dei vanti di Battista è stato quello di avvicinare gente comune, del popolo, al teatro… il grande teatro. Scommetto che molti tra gli spettatori che hanno comprato il biglietto dello spettacolo, non avevano mai messo piede in un teatro prima d’ora. Lui ci è riuscito. Lui è così, è uno di noi, non si sente e non si comporta da vippe!

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Lo dimostra il fatto che a fine spettacolo, non sparisce dietro il sipario aspettando di essere richiamato dagli applausi, ma scende direttamente in platea, chiacchiera, scherza con tutti, stringe mani, si lascia fotografare, come se fosse veramente un amico di chiunque.
E questo non può fargli altro che onore.
E’ come se tu vai a casa di un amico e poi, a fine serata, lui ti accompagna alla porta e ti saluta con calore.
Battista fa esattamente così e aspetta che il teatro si svuoti, per tornarsene a casa.

Cosa porterò a casa di questa esperienza?
Tanto buonumore, tante endorfine rilasciate in libertà, finalmente e tanto orgoglio… nonchè una foto buffissima!

maurizio battista

Se anche voi avete bisogno di una serata di evasione e di tanto sano divertimento e di belle emozioni, vi consiglio caldamente di andare a vedere “Combinati per le feste” al  Brancaccio fino al 26 gennaio.

Micaela

Mamma di 3 piccole belve: Miriam, Melania e Massimo. Moglie di Marco. Meravigliosamente innamorata della vita. Social addicted e inguaribile ottimista.

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