CBM Italia per una migliore qualità di vita alle persone con disabilità

0
515

Ultima modifica 28 Dicembre 2016

Sapete che nel mondo 1 persona su 7 ha una disabilità?
Oltre 285 milioni di persone hanno una visibilità visiva, 19 milioni dei quali sono bambini sotto i 5 anni.
39 milioni di persone sono cieche, 1,4 di queste sono bambini sotto i quindici anni.CBM_infografica

E come potete immaginare, il 90% di queste persone vivono in paesi in via di sviluppo.
Cio’ che forse non sapete è che l’80% delle cause che portano le persone a queste disabilità si possono prevenire.

Dal 1908 l’organizzazione umanitaria CBM, senza scopo di lucro, sta al fianco di queste persone per aiutarle ad avere una qualità di vita migliore, e prevenire ove possibile, la loro disabilità.

L’organizzazione Non Governativa Italiana,  CBM Italia Onlus, è nata per sensibilizzare l’opinione pubblica del nostro paese, per fare capire a tutti noi che certe disabilità potrebbero essere evitate.

Tra il 10 ed il 14 maggio 2015 sono state realizzate 1574 interviste ad altrettanti italiani,  tramite AstraRicerche, per capire quali sono le tematiche alle quali sono più attenti, quelli per cui sarebbero disposti a mettersi in prima linea e fare qualche cosa.  Da questo sondaggio è emerso che gli italiani sono molto attenti e hanno a cuore le così dette categorie vulnerabili, ovvero bambini, donne, anziani e persone con disabilità. Quando si vede una di queste persone subire un’ingiustizia credo che sia davvero difficile stare fermi senza fare niente.
Ma non solo. La loro attenzione è rivolta anche verso la lotta alla povertà, la prevenzione verso quei paesi che vivono con una sanità appena sufficiente. Vediamo costantemente foto, video di persone che vivono vere e proprie emergenze. Impossibile non soffermarsi a pensare…

Ed è proprio a queste persone che la CDM offre aiuto, un contributo fondamentale per cercare ove possibile di prevenire le disabilità. Dove invece ci sono già forme importanti di disabilità il compito di questi volontari è quello di rendere il più possibile ‘facile’ la loro vita.

Dal sondaggio è emerso che una parte di fondamentale importanza è data dalla comunicazione, dal come un ente promuove il messaggio: l’immagine è sicuramente la prima cosa che viene notata  e quindi deve suscitare in chi la guarda dei sentimenti di solidarietà, la possibilità di migliorare il mondo in cui si vive. Deve far capire fin da subito l’obiettivo.

Il problema principale di oggi visto il momento di crisi economica che stiamo vivendo, è difficile riuscire a fare donazioni. Questa una delle motivazioni per cui molti, anche se vorrebbero non riescono a farle.
Molti, e devo ammettere che è un po’ anche il mio caso, sono scettici verso l’organizzazione perché non riescono bene a capire dove vanno a finire i soldi.  Mi è capitato più volte di discutere con amiche in merito alla possibilità di donare dei soldi, ma poi alla fine non lo abbiamo mai fatto. L’impossibilità di capire a chi o per l’acquisto di cosa sarebbero stati destinati ci ha sempre impedito di proseguire.

Tutti i risultati della ricerca sono contenuti in questo Libro_Advocacy che potete scaricare.

 



Rispondi