Ultima modifica 11 Novembre 2015

La sera del 18 novembre, eravamo in 10.000 ad assistere al concerto di Fabi, Gazzé e Silvestri.

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Noi eravamo tre amiche. Il merito dell’incontro era stato di Elisabetta che, un mese prima aveva cercato compagnia per l’evento. Si prospettava una serata di buona musica e libera da faccende domestiche!
Tutte e tre siamo mamme e avevamo organizzato la nostra assenza anche grazie all’aiuto dei papà che si sono dati da fare per tutto ciò di cui hanno avuto bisogno i nostri bimbi.

Sold out!

Lo scrive Daniele Silvestri su Facebook a pochi minuti dall’inizio: la serata è sold out! E ce ne accorgiamo appena arrivate: ci sono lunghe code davanti ai cancelli del Palalottomatica.
Definito capolavoro dell’architettura italiana, questa arena, fu realizzata per le Olimpiadi di Roma del 1960; rimodernata oggi, è considerata addirittura uno spazio multifunzionale.

La nostra avventura e le barriere architettoniche, nonchè di organizzazione

Agli addetti alla sicurezza, Elisabetta fornisce il contrassegno per disabili che ci autorizza a lasciare la macchina parcheggiata direttamente sul piazzale antistante i varchi d’entrata. La nostra cara amica infatti, ha delle difficoltà motorie per cui sarebbe improponibile camminare a lungo nel caso avessimo trovato parcheggio troppo distante dal palazzetto.
Ok, bisogna ritirare i biglietti che abbiamo acquistato in prevendita on line. Qual è il cancello a cui indirizzarci? Chiediamo prima da una parte e poi da un’altra, piano pianino e, con la nostra Elisabetta stretta sottobraccio, arriviamo allo sportello e ritiriamo i biglietti cartacei.
Sembra esserci un accesso ad hoc per disabili, e devo dire di aver tirato un sospiro di sollievo. La nostra amica ha già camminato a sufficienza, la gamba le fa male e si vede… Ma lei non è scoraggiata per niente, è contentissima per la serata e non fa altro che scusarsi per esserci di peso…ma in realtà siamo io e Flavia a sentirci un po’ inutili: non possiamo fare nulla di più che accompagnarla. Elisabetta col suo sorriso ci invita ad andare avanti, lo spettacolo sta per cominciare!
Ok, troviamo l’entrata e ci fanno addirittura passare avanti a tutti, ma l’amara sorpresa è che il passaggio da lì per l’interno del palazzetto è consentito esclusivamente ai possessori dei biglietti specificatamente per disabili e noi quelli non li abbiamo. Già, su internet, quel tipo di biglietto non è in vendita. Ma allora chi è disabile dove ha comprato il biglietto?
Sul sito di TicketOne, la piattaforma che consente l’acquisto on line per tutti i biglietti degli eventi che si svolgono al palalottomatica, alla voce accessibilità è indicato:
“Percorsi interni dedicati e segnalati rivolti al pubblico disabile. Sono naturalmente presenti posti e piattaforme riservate per assistere agli eventi.
Per maggiori informazioni è disponibile l’indirizzo e-mail: accessibilita.roma@forumnet.it
Le procedure d’ingresso per le persone disabili sono gestite dagli organizzatori dei singoli eventi: è opportuno contattarli direttamente per conoscere disponibilità, modalità di prenotazione e altre informazioni utili a riguardo.”
Davvero possiamo considerarci colpevoli per non aver mandato una mail? Ci troviamo a Roma e in una struttura architettonicamente all’avanguardia: un disabile può anche trovarsi senza supporto alcuno. Sottolineo che il Palalottomatica ha una disposizione ad arena, per cui è necessariamente dotato di numerose scalinate ed i seggiolini sono anch’essi disposti a scalini.
E allora? E allora ci sarà un ascensore ci diciamo tutte e tre all’unisono! I nostri posti numerati sono nell’area del terzo anello: precisamente dopo tre lunghe rampe di scale. No, niente, nisba, l’ascensore qui non esiste. Ce lo confermano gli addetti alla sicurezza, per cui anche se ci guardiamo sbalordite intorno le cose non cambiano, e se vogliamo assistere al concerto dobbiamo anche muoverci.

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E ci arriviamo lassù, rampa dopo rampa, pausa dopo pausa: siamo tutte e tre affaticate. Elisabetta è dolorante; si rende subito conto che arrivate lassù è decisamente impossibile riscendere nell’area dei seggiolini numerati per arrivare ai posti assegnati dal biglietto. Non importa, ci fermiamo nella parte più alta.
Ci sediamo su una specie di gradone, l’ultimo in alto vicino all’uscita. Dopo pochi minuti una ragazza, accompagnata credo dal fidanzato, si siede vicino a noi sul gradone, anche lei per la stessa situazione un po’ assurda…

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Ma siamo entusiaste della serata e di stare insieme, niente ci può far cambiare l’umore.. non abbiamo neanche mangiato, non ne abbiamo avuto il tempo! La nostra 4° amica Daniela che non ha potuto partecipare dal vivo, ci messaggia tutta la sera da casa, è anche lei attentissima all’evoluzione della nostra piccola missione concerto con Elisabetta.

Inizia lo spettacolo

Si accende la scena, da una scatola bianca escono i tre artisti e la musica di Alzo le mani, Occhi da orientale, Una buona idea e Timido ubriaco ci rapisce l’anima! Lo spettacolo è cominciato!

Ho voluto raccontare di questa serata che, senza nulla togliere all’emozione trasmessa da Fabi Gazzè e Silvestri, rappresenta per tutti un tema forte, che purtroppo ritorna ma che non dovrebbe più nella nostra città. Gli ostacoli architettonici, per chi non può oltrepassarli da sé, innalzano delle vere e proprie transenne alla normalità della vita. La nostra amica tornando a casa ci ha dedicato questo pensiero : “grazie, perché senza di voi non sarebbe stato possibile.”

Graziana Le Donne

Lavoro in una publishing company, adoro il mestiere impossibile di mamma in una città impossibile come Roma dove ogni iniziativa è una sfida. Amo condividere pensieri e parole

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