Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Bello poter girare per Roma su due ruote, fa molto “Vacanze Romane“, il meraviglioso film con Gregory Peck e Audrey Hepburn, ve lo ricordate?

scooterino

E così, chissà se ispirato anche da questo film di altri tempi, la mente imprenditoriale di un ventiduenne italo-americano ha lanciato una nuova startup: Scooterino.

Chi ha uno scooter in buone condizioni, che vive la città per esigenze di vita quotidiana e vuole anche dimezzare le spese del proprio trasporto, può mettersi a disposizione per condividere brevi tratte con un passeggero che potrebbe avere la sua stessa esigenza in quell’istante.

Basta iscriversi, lasciare i propri dati, scaricare l’app che da la possibilità di sapere se in un certo momento ci sono in giro degli scooteristi che fanno tratte che possano interessarci e prenotare direttamente dallo smartphone il passaggio e pagarlo sempre dal proprio dispositivo.

Come funziona la condivisione dello scooter

I vantaggi di Scooterino

– economico: in genere un giro non costa più di 2 o 3 euro
– si evitano le lunghe file del traffico di Roma
– green: condividendo un mezzo, si dimezzano i consumi
– è on demand
– non ci sono problemi di parcheggio

E per i primi 1000 iscritti alla App Scooterino, il primo passaggio è gratis!

Controlli di regolarità sugli scooteristi vengono fatti al momento dell’iscrizione e, oltre ai requisiti minimi, ogni passeggero potrà lasciare un proprio feedback sull’applicazione, in modo da darne visione ai futuri passeggeri.
Il pensatore dell’idea è convinto che questo nuovo modo di trasporto rivoluzionerà la vivibilità della nostra città, migliorerà il trasporto, perchè è una idea giovane, efficace e che risponde alle vere esigenze di chi vive a Roma.
Staremo a vedere se ha ragione.

I miei dubbi

Di base, effettivamente, l’idea sembra buona, tutto fa pensare che così si risolve parecchio: tempi, soldi, stress… ma ci sono degli interrogativi che, sinceramente, mi sono posta: chi controlla che il conducente dello scooter non abbia bevuto prima di salire in sella o anche peggio?
Chi mi dice che si tratta di una persona affidabile? Sinceramente, da uno Schettino, ad esempio, non accetterei mai un passaggio, o no?
Giusto per poter salire tranquilla, non sempre si incontra un Gregory Peck!

E dall’altro canto, anche uno scooterista potrebbe avere qualche riserva e voler stare sicuro di chi sta andando a prelevare, in fin dei conti, si ha a che fare con un perfetto sconosciuto a cui non stai dando un passaggio in auto (che pure in questo caso… ma vabbè), glielo stai dando a cavalcioni del tuo scooter e magari capita pure che ti si avvinghia attorno (i palpatori andranno a nozze, eh!)

Insomma, da brava italiana, anzi, romana, sono abbastanza diffidente: se ne sentono davvero tante in giro. E’ pur vero che, man mano che si accumulano feedback positivi o negativi che siano, ci si può fare un’idea della persona che ci sta per trasportare, ma magari, saperlo prima di sperimentarlo sarebbe meglio, no?

Vorrei poter dire un giorno di essermi sbagliata alla grande, anzi lo spero proprio anche sull’esperienza di UberPop a Milano che sta funzionando molto bene!

Mamma di 3 piccole belve: Miriam, Melania e Massimo. Moglie di Marco. Meravigliosamente innamorata della vita. Social addicted e inguaribile ottimista.

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