Conservazione cellule staminali. Ecco come prepararsi

Ultima modifica 16 Marzo 2016

Dopo aver preso la decisione di conservare le cellule staminali, dopo aver scelto la banca del cordone ombelicale e firmato il contratto, cosa rimane da fare? Quali sono concretamente le azioni che mamma e papà dovranno compiere? Ecco spiegati i pochi semplici passi per arrivare pronti al gran giorno.

La premessa importante da fare riguarda proprio la struttura selezionata per la conservazione: scegliere di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale è sicuramente un atto di amore e protezione nei confronti del proprio figlio che sta per nascere così come di tutta la famiglia e questa decisione va compiuta consapevolmente e con le giuste informazioni.

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Prima della firma del contratto, bisogna verificare che la bio-banca prescelta offra quegli standard di elevata qualità necessari per questo servizio: controllare quindi che sia in possesso della certificazione di qualità GMP, la principale certificazione internazionale di qualità per quel che riguarda la conservazione delle cellule staminali. In secondo luogo è altrettanto importante che ci sia la possibilità di stipulare un’assicurazione che garantisca il servizio in caso di insolvenza o problemi finanziari della struttura.

Effettuati questi controlli e dopo la firma del contratto con la biobanca, i neo-genitori dovranno ottenere il consenso all’esportazione delle cellule staminali: basterà semplicemente compilare i moduli forniti dalla direzione sanitaria dell’ospedale scelto per il parto.

Da questo momento la bio-banca invierà ai genitori un pacchetto informativo e il kit di raccolta, ossia uno speciale contenitore con tutti gli strumenti necessari al prelievo e alla corretta conservazione del sangue cordonale sino al suo arrivo a destinazione. Il campione verrà monitorato grazie ad una unità elettronica che registrerà la temperatura interna del kit rendendola visibile sul termometro esterno, in modo che le condizioni del campione siano sempre sotto controllo. Facoltativa ma spesso fondamentale, è la possibilità di avere un tutor personale che affianchi mamma e papà per qualsiasi dubbio o domanda.

L’emozione del gran giorno è magica, ma il papà dovrà ricordarsi di portare in ospedale il kit per il prelievo perché sarà subito dopo la nascita del bambino che il personale medico preleverà il campione di sangue dal cordone ombelicale. A questo punto bisogna mettersi in contatto telefonicamente con la biobanca, e allora sarà lei stessa ad occuparsi di tutto mandando un corriere che ritirerà il campione direttamente nella stanza di degenza della mamma e si occuperà della spedizione al laboratorio. Qui, il campione di sangue prelevato dal cordone ombelicale verrà sottoposto ad alcune analisi in modo da verificarne vitalità e volume delle cellule e solo allora, una volta superate le analisi, comincerà il processo di crioconservazione vera e propria. Verrà spedito nella casa della nuova famiglia il certificato di crioconservazione ad attestare che il campione è conservato negli speciali contenitori (biocontainers) alla temperatura di -196°C. Solo a questa temperatura le cellule staminali si conservano per molti anni e, qualora ci sia necessità per il bambino o per la famiglia, sarà possibile importare il campione richiedendone l’autorizzazione al Ministero della Salute.

A cura di Ufficio Stampa Sorgente

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

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