Cronaca di una sera in piscina

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Ultima modifica 11 Aprile 2013


Anche oggi, come ogni martedì, mi sono recata in piscina per il mio settimanale corso di acqua running
. Ovvero un tapis roulant in acqua su cui effettuare diversi, massacranti ( almeno per me e i miei amici cuscinetti ) esercizi. In genere, sono accompagnata dalla mia migliore amica, che pur non avendo cuscinetti da nessuna parte si presta a correre e a saltare. Con l’aggiunta di una vera sofferenza per l’acqua che è solo fresca, in realtà, ma che per lei è ghiacciata come nemmeno al polo nord…La sua faccia sofferente potrebbe sembrare ad occhi inesperti che sia per lo sforzo fisico ma mentre alcune sudano (anche se il bello è che in acqua non si vede! ) lei fa gli esercizi facilmente ma se uno schizzo le va dove non sia strettamente necessario, i brividi subito si manifestano…Chi glielo fa fare? Credo si chiami solo amicizia…Non si spiegherebbe altrimenti.

Ma torniamo a noi. Oggi la bionda compagna non c’era e io, contro ogni previsione di marito e la suddetta amica, mi sono recata comunque in piscina. Certo, devo dire di aver cerato almeno una decina di scuse credibili per svignarmela tipo: mal di testa fulminante, crampo paralizzante e svenimento improvviso…Ma poi mi sono detta che non ho più 15 anni e non devo fare il compito di chimica …oops…vabbè.. lasciamo perdere….Ho desistito perché sono una donna adulta e matura…Non si era capito ?

Mi sono fatta coraggio e, preso borsa e ombrello, sono scesa in cortile. Mentre apro il mini ombrello sotto al quale io ci stò bene ma la borsa no, mi ritrovo a chiedermi se ero certa di voler andare fino alla piscina visto che tanto mi sarei infradiciata prima di arrivarci e così prendo la macchina. Perché, seppur vicina, (da donna adulta e matura ) mi sono insanamente convinta che se fossi andata in macchina non avrei avuto scuse per fare inversione a U e troppo poco tempo per trovare altre scuse ridicole.

Passo il mio tesserino e così lo schermo dice a tutti che Nathalie Scopelliti c’è. S,i sono dentro. Appena varcata la soglia degli spogliatoi una ventata di aria calda tipo sauna mi investe e immediatamente comincio a cercare un angolino dove appoggiarmi e a spogliarmi. Faccio velocemente anche perché ho già il costume sotto. Altro modo per non avere tentennamenti dell’ultimo minuto….Una volta in acqua visto che non ho accanto la mia freddolosa amica con cui fare comunella, mi guardo intorno per la prima volta un po’ più attentamente e mi rendo conto di come sia semplice e veloce una aggregazione primaria. Le timide ai lati, più lontane dall’aitante istruttore e le più esperte e civettuole al centro. Si, quelle sempre pronte alla battuta con l’unico uomo a meno di un metro di distanza. Sapete di cosa parlo vero? Sono quelle che vanno li prima, per farsi vedere e per salutare il soggetto maschile con il suo soprannome, per far vedere e sentire a tutte le altre che loro lo conoscono bene, al di là del semplice “ciao” di altre. Sono le veterane. Sono lì da prima di te e ci tengono a fartelo sapere.

Io invece mi scaldo con una blanda corsetta e già la cuffia in testa. Ci sono quelle dal fisico perfetto che subito mi fanno sorgere la domanda: ma davvero lo fate per puro divertimento? Cioè, non venite per sperare di smaltire almeno un chilo o due ma perché trovate divertente la cosa? Perché lo sport è divertente per me, moltissimo, ma allora vado a giocare a tennis, una partita di pallavolo, lo sci o altro…Ma l’acqua runnig ?? Mah.

Finiti gli esercizi mi cambio veloce ma non abbastanza da sentire qualche commento. Alcune spettegolano sulla nuova arrivata, altre si scambiano creme idratanti, altre con l’accappatoio addosso fanno mosse impensabili (che si potrebbero suggerire all’istruttore tra l’altro ) per sfilarsi costume e infilarsi i vestiti cercando di far vedere di sé il meno possibile. Già mettersi in costume richiede una volontà di ferro di cui vado…cioè…hem…vanno orgogliosissime…. Altre passano dalla doccia al cambio abiti camminando sicure e spavalde completamente nude. Libere come l’aria. Ah si, tanto lì dentro è una sauna quindi di sentire freddo non se ne parla affatto. Appena pronte quindi, si esce velocemente come per l’ingresso  e si cerca di acclimatarsi un pochino prima di uscire del tutto dall’edificio.

Ha smesso di piovere, ma fa ancora freddo (mannaggia a noi umani e all’effetto serra ) quindi chiudo la giacca e mi avvio a piedi verso casa….Mi sento bene, in forma e orgogliosa per aver ucciso tutti i tentativi della mia pigrizia di lasciarmi a casa ed essere andata a fare una bell’esercizio. Mi sento già più magra di almeno un etto o due…

Dopo qualche minuto di camminata mi rendo però conto che io sono venuta in macchina e torno indietro maledicendo la mia “svalvolatezza” mentale. Ovviamente la colpa è della mancanza di zuccheri nel cervello quindi mi mangio un cioccolatino e senza sentirmi troppo in colpa per aver riacquistato in un secondo l’etto eventualmente perso, ma più probabilmente accumulato, me ne torno a casa.

Tanto…Come per la dieta del lunedì che è sempre il prossimo c’è sempre la lezione del martedì…prossimo.

Nathalie Scopelliti

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