Cronache dal Marocco. Cosa rimpiango dell’Italia?

Ultima modifica 18 Novembre 2019

Mi chiamo Alessandra detta Alle, ho 44 anni e faccio la mamma a tempo pieno, oltre ad innumerevoli altre attività, come la volontaria in Chiesa e la co-tesoriera nell’Associazione Genitori della scuola.

Ho creato e gestisco il sito internet Chiesa ed Associazione.

Mi sono trasferita in Marocco per seguire mio marito ne suo lavoro, anche lui italiano, i suoi si sono trasferiti qui nel lontano ’68 e non sono più tornati in Italia, hanno una piccola attività a conduzione famigliare che ci permette di vivere bene.

marocco

Cosa rimpiango e cose non rimpiango dell’Italia?

L’Italia è una gran bella Nazione, il cibo, i luoghi, la cultura ed i monumenti, fanno l’Italia con la I maiuscola, ma solo chi vive all’estero se ne rende conto veramente.

La pulizia, l’ordine, l’organizzazione, l’educazione, la cultura, il cibo, i paesaggi sono le cose che mi mancano di più.
Non rimpiango affatto, l’arroganza, la superficialità delle cose, l’apparenza, la voglia di primeggiare.

Essendo mamma ho una visione tutta mia delle cose.
Le differenze tra le varie mamme sono sostanziali nel modo di educare, tirare su i figli a seconda della nazionalità di questi.

In linea di massima noi italiani siamo molto similari ai marocchini per mentalità famigliari, il rispetto per i bambini e la persona anziana è molto sentito, mentre per altre culture questo non è primordiale.

L’unica differenza che mentre i marocchini giocano per strada mentre la mia no, forse perché femmina?

In casa parliamo italiano, la scuola che abbiamo scelto è francese, per cui francese, un po’ di arabo ed ora che è più grande inglese e spagnolo.

Quando era più piccola non le piaceva il francese.
Ha faticato ad accettarlo, forse perché ha passato anni duri a scuola, lei biondina e occhi azzurri in mezzo ad altri con capelli e occhi scuri, era sempre lasciata in disparte, già di per se era ed è un carattere riservato, ma i primi anni di scuola sono stati per lei molto, molto difficili, i dispetti errano all’ordine del giorno.

Parlando più lingue ogni tanto facciamo dei melange divertenti.
Gutta: che poi in italiano sarebbe assaggia, oppure pussati che sarebbe spostati.

Il sistema sanitario per noi italiani è pari a zero, cioè non esiste.

Abbiamo diritto a tre mesi all’anno solo in caso di urgenza , ma prima bisogna avere un foglio rilasciato dal Consolato italiano, valido solo sul territorio italiano, se si è qui è tutto a nostro carico dalla a alla zeta.

Come potete immaginare le strutture sono poche e se si ha bisogno è meglio andare in clinica che in ospedale, ma se si ha qualche cosa di serio è meglio prendere un aereo e andare altrove.

Di medici bravi ce ne sono, anche di più di quelli italiani o francesi, ma è tutto il contorno che manca, dall’igiene alle medicine.

La mia famiglia d’origine è in Italia, noi cerchiamo di andarci almeno una volta all’anno, qualche volta riusciamo anche a vederci due/tre volte, dipende dal lavoro e dalle vacanze, nel nostro caso si cerca di fare almeno una cena tutti insieme, e poi si fa qualche cosa con i nonni, gli zii, andare a visitare qualche posto carino, un museo, una mostra, insomma si organizza sempre qualche cosa di interessante per tutti.

Alessandra

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