Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Notizia di pochi giorni fa il collegio dei docenti della scuola dell’infanzia “Contardo Ferrini”, nel quartiere Trieste, ha deciso di non festeggiare la festa della mamma e del papà. Un asilo che cancella la festa della mamma e del papà.  Una circolare legiferava la decisione.

E i genitori lo hanno appreso il 19 marzo.

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La cancellazione della festa di mamma e papà

E’ seguita ed è tuttora in corso una diffida dei genitori “Vogliamo che i nostri bambini possano riavere almeno la festa della mamma”, argomenta Guido Rinaldi, l’avvocato (e genitore interessato) che ha avviato le procedure. “Contestiamo le modalità con cui la scuola ha agito, senza metterci al corrente”- spiega Roberta Giudici, mamma di uno degli alunni.”

Seguiva la risposta dell’Assessore alla Scuola Paolo Masini, che ha difeso la scelta degli insegnanti, affermando che la questione sarebbe roba da medioevo. Intervistato dal quotidiano Il Giornale “Gli adulti non dovrebbero aver bisogno di fare crociate mettendo in mezzo i loro bambini – ha spiegato – la comunità scolastica non ha bisogno di ideologismi del genere. Siamo contro questo atteggiamento. Solo il pensiero che si debba andare davanti al giudice in un contesto con protagonisti bambini dai 3 ai 6 anni è preoccupante”.

La decisione è stata presa perchè “Il collegio dei docenti decide di non festeggiare la festa della mamma né del papà a causa dei continui cambiamenti della famiglia, ma di evidenziare altre feste”.

Polemiche bilaterali

E ieri in ufficio c’è stato un confronto di due posizioni molto diverse chi sosteneva la cancellazione e chi invece ricordava come negli Stati Uniti non sia neanche presa in evidenza questa ipotesi.

Mi sono a lungo interrogata su cosa io pensi, su cosa sarebbe giusto fare per non togliere nulla a nessuno e dare tutto a tutti. Però non viviamo nel mondo di Utopia, ma viviamo in Italia, oltretutto dove i pregiudizi culturali di matrice religiosa non ci aiutano nell’obiettività, ma anzi rendono le posizioni di tutti estreme e chiuse. Siamo un Paese dove ogni diversità sensibile vive nel suo fortino, quasi sempre. 

Esiste un compromesso?

Ho indagato, mi sono interrogata principalmente perchè la realtà delle famiglie omogenitoriali la sento vicina, ma anche perchè onestamente la festa della mamma e del papà mi piace viverle. E anche se esigo l’ introduzione della festa della famiglia, non vorrei mai che si cancellassero le altre due.

E allora ispirata dalla copertina del New Yorker dello scorso anno con due mamme, che in occasione della festa ricevono la lettera del figlio, e pensando che influsso importante costituisce l’assenza di un padre e di una madre nella vita, ho semplicemente accantonato il compromesso.

Tutto ciò che attiene al benessere dei nostri figli non può essere uno scontro tra civiltà o posizioni ideologiche. Perchè l’ideologia fa male, avvelena i bambini che non capiscono le nostre sovrastrutture.

Mentre accettano volentieri la realtà quando viene raccontata loro per come è, accettano la sofferenza anche che consegue da un’assenza, se raccontata loro per come è, perchè conoscono la realtà che ci circonda, la toccano e la abbracciano. La sovrastruttura, le battaglie sulla loro pelle non possono capirle e diciamocelo si chiedono che cosa hanno fatto di male loro, che vivono tutto senza filtri quando l’adulto non spiega. E allora.

Tuffiamoci nella realtà. In parole semplici, noi siamo la nostra esperienza di vita: cresciamo formati dalle presenze e dalle assenze accanto a noi.

Ogni ragionamento di valore o di cultura o di chi è meglio di non aiuta i nostri figli a crescere. E lo so che il nostro Paese non è moderno, è retrivo, è medievale, è arcaico. E’ vecchio e retrivo. E’ vendicativo e oltraggioso nella mancanza del riconoscimento dei diritti civili.

Mi vergogno ogni giorno di vivere in Italia per questo aspetto, però insegno ai miei figli che la loro realtà è quella che ci circonda e non aumenta e non diminuisce il valore di nessuno. E’ semplicemente quello che è. E l’accettazione è il primo passo per crescere serenamente.

Alcuni di noi non hanno la mamma, altri non hanno il papà ma sono così fortunati da avere due mamme e due papà e altri ancora hanno una mamma e un papà. Festeggiamoci. Perchè i nostri figli conoscono la loro famiglia e la amano così come è.

Arianna Orazi 

Zingara senza scarpe, madre di Tommaso e Flavia gemelli di 7 anni e di Lorenzo (detto "Nanuzz") di 2 anni. Bilingue, trimamma, monogama ed eclettica navigo tra fettuccia e scrittura.