Ultima modifica 20 Giugno 2019

Notizia di Repubblica
Ho iniziato con questo link che conservavo da un po’ nella cartella “novità amministrazione” e ve ne consiglio la lettura anche se riguarda più che altro la scuola secondaria di 2° grado.
Già dallo scorso anno scolastico si è dato il via al processo di dematerializzazione delle procedure amministrative nelle scuole.
Questo comporterà, anche per la scuola primaria, un forte cambiamento sia nel cuore del lavoro, sia nel trasferimento dei dati all’esterno.
Registro on-line e scheda di valutazione in formato elettronico sono gli elementi di spicco di questa rivoluzione.
Non è certo una novità: se ne parla da diversi anni, ma ora, con la Normativa del 3 ottobre 2012 del MIUR, sta diventando realtà per tutta l’istituzione scolastica.
L’innovazione troverà poi riscontro, anche per la scuola primaria, nella “finestra” Scuole in chiaro” del sito del MIUR che si propone come un pannello di trasparenza tra l’utenza e le istituzioni scolastiche. Da lì è già stato possibile provvedere anche alle iscrizioni on-line.

Cosa cambia per gli insegnanti?

Che dire…Che dovranno avere la disponibilità continua di un computer e di un collegamento ad Internet (con il santino appeso, pregando che mai si blocchi), che non useranno più le adorate carta e penna, che dovranno essere puntuali come un orologio svizzero nella valutazione delle verifiche e che i voti dovranno essere pubblicati, giustificati e verificabili attraverso la lettura del curricolo della scuola stessa.
Nei registri di classe, invece, dovranno essere specificati le assenze, i ritardi, forse il contenuto della lezione appena effettuata, e, qualora ci fossero, i compiti da fare…(a scadenza giornaliera o settimanale…non si sa).
Attivato il curricolo, che già molte scuole hanno messo on-line, per gli insegnanti cambierà in pratica…il lavoro a casa.

Cosa cambia per il bambino?

Tutto ciò, invece,  potrebbe andare un po’ a scapito del bambino di scuola primaria che, magari, passa il primo quadrimestre a lottare per la sua crescita prendendo voti discreti per fare il salto a fine gennaio: avrà quindi quattro, cinque verifiche pessime e una buona…faremo la media?
O, come ora, continueremo a valutare il percorso, la fatica e l’impegno, e il traguardo raggiunto, oltre che le prove?
Questo mi preoccupa: il raffreddamento interno alla sfera amministrativa, quello che arriva dritto al bambino.
Ma siamo positivi. Riusciremo ancora a far valere il cuore anche dentro un pc.

La scuola italiana tanto bistrattata ha sempre avuto un cuore grande che le riforme non sono riuscite ad asciugare, né tanto meno a spezzare…perché i bambini sono piccoli e non vanno trattati come piccoli adulti.
Le regole sono un conto, la freddezza di un sistema è un altro.
Ma, ripeto, non credo che tutto questo stravolgimento riuscirà a farci trattare i bambini come “individui da valutare”.
Comunque, passiamo oltre.
Ci sarà più chiarezza per i genitori che “oggi” non riescono a capire da dove vengano questi voti che piovono dall’alto?
Dicono di sì.
Io posso solo dire di non esserne così sicura.
Un genitore che vede l’altalena di voti che noi teniamo sui nostri registri ad ogni interrogazione, prova, verifica, vedrà anche cosa c’è dietro a quei risultati?
La giornata storta, l’assenza improvvisa dell’insegnante di sostegno, la penna che non va, la stanchezza del poco sonno, la colazione non fatta che fa il buco allo stomaco, il compagno che fa il dispetto, la paura della valutazione…voi direte: ma si può tenere conto di tutto questo?
Secondo me (ma non credo affatto di essere sola) si deve.
C’è sicuramente la verifica di cui conta solo il risultato, la migliore, quella in cui il bambino ti urla “Lo so fare adesso!”, ma il percorso, secondo me, non può essere valutato freddamente solo per dare un voto verificabile.
Le schede di valutazione on-line sono una soluzione che ha del positivo perché la carta non va sprecata.
Per quanto riguarda il rapporto tra insegnanti e genitori, non credo che si modificherà come sta accadendo alla scuola secondaria. La tenera età dei bambini impone e richiama la comunicazione continua.
Dato che i risultati di queste innovazioni si vedranno solo nel corso degli anni…ai posteri l’ardua sentenza.

Ylenia Agostini

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

2 COMMENTS

  1. La scuola si è posta il problema di dove reperire le risorse economico/tecnologiche per informatizzare le insegnanti?

  2. Leggo solo oggi, reduce da tre ore di aggiornamento sul registro telematico il simpatico intervento in cui mi ritrovo benissimo: sono le stesse domande che le mie colleghe ed io ci siamo fatte. A parte le scuole che non hanno neppure i computer, a parte i docenti spaventati da queste aride modalità di gestione della scuola, a parte i genitori che non hanno il computer, oppure ce l’hanno ma lo useranno per radiografare ogni giorno i docenti dei loro figli, a parte tutto quello che vogliamo, cosa ci guadagneranno i bambini? cosa ci guadagnerà la scuola in quanto ambiente di apprendimento e di crescita?
    Una maestra fortunata che a scuola ha abbastanza computer, abbastanza LIM e pochi alunni

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