Design scandinavo

Ultima modifica 7 Gennaio 2020


“Si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti… Quasi tutti gli incarichi progettuali comprendono decine, spesso centinaia, talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in un’armonia funzionale soltanto dalla volontà dell’uomo. Quest’armonia non può essere raggiunta con strumenti diversi da quelli dell’Arte
” (Alvar Aalto)

Oggi voglio parlare di Design e, in particolare, di design scandinavo.

A partire dagli Anni Trenta del XX secolo, i designer scandinavi imposero il loro stile nel panorama mondiale dell’arredamento, uno stile  caratterizzato da semplicità, minimalismo e funzionalità.
Questi artisti partivano dall’idea che gli oggetti di tutti i giorni dovevano essere belli ma anche funzionali e non accessibili solo ai ricchi, ma a tutti. Tutto cio ciò sulla scia di una nuova forma di democrazia sociale  che portò anche alla ricerca di nuovi materiali a basso costo e di metodi per la produzione di massa.
Venne addirittura istituito un premio, il Premio Lunning, assegnato a importanti designer scandinavi tra il 1951 e il 1970. Molti furono i designer che si imposero. Ricordiamo i più importanti:

Alvar Aalto, (1898-1976) è probabilmente l’architetto e designer finlandese più famoso al mondo.
Rifiutò l’uso di materiali artificiali e descrisse il legno e anche il vetro come le forme ispiratrici,  materiali profondamente umani.
Una delle innovazioni di Alvar Aalto è la gamba a L, brevettata nel 1933 e divenuta una componente standard dei mobili di Aalto. Egli la chiamava “la sorella minore della colonna architettonica”. La gamba ad L risolse il problema di fissare le gambe direttamente al piano del tavolo, della sedia o dello sgabello, in quanto la gamba poteva essere fissata con delle viti direttamente al piano.
Di lui ricordiamo le sue eleganti lampade e il vaso Aalto, un’icona del design finlandese.

Eero Saarinen, architetto e designer finlandese ma statunitense di adozione  (1910-1961) sperimentò, come Aalto, la sagomatura del legno compensato, e divenne uno dei pionieri del Design Organico.
Oltre ai suoi progetti come architetto ( il suo capolavoro è il terminal della TWA nell’Aeroporto internazionale John F. Kennedy a New York) ricordiamo la Tulip chair,che non è solo una sedia ma una vera e propria icona di modernità che come un fiore, sboccia da materiali innovativi.
La sedia ha la base in alluminio pressofuso con rivestimento in Rilsan di colore bianco, la scocca è in fibra di vetro sagomata rinforzata con rivestimento plastico bianco e il cuscino è in poliestere pressato con rivestimento in tessuto.  Esiste sia nella versione fissa che in quella girevole e si può disporre isolata come poltroncina o attorno al tavolo da pranzo della stessa collezione.
La mia preferita!

Arne Jacobsen (1902-1971) architetto e designer.Riuscì a combinare forme scultoree ed organiche con i materiali e le strutture, producendo oggetti di design semplici, ma nello stesso tempo eleganti e funzionali…e soprattutto belli!

Tra le sue creazioni più famose  The Egg ™ e The Swan ™ (realizzati per il SAS Royal Hotel) del 1958.

Eero Aarnio, (1932) designer finlandese. Aarnio sceglie di sperimentare nuovi materiali come la fibra di vetro, con cui ha progettato le futuriste sedute, definite pop, Globo, Pastilli (vincitrice del premio dell’ADI nel 1968) e Bolla.
La Ball Chair – o Globe Chair, è stata disegnata usando una delle forme geometriche più semplici: la sfera. Tagliandone via un pezzo e fissandola a terra in un punto specifico, Eero Aarnio ha ottenuto una seduta dalla forma assolutamente non convenzionale.
La Ball è quasi una “stanza in una stanza” un rifugio dove rilassarsi e stare un po’ da soli con se stessi.

Verner Panton, designer danese (1926-1998) fu l’ eccezione dei designer scandinavi.
L’approccio di questo design infatti, fu più radicale, rivoluzionario, anticonvenzionale, con gli interni scioccanti del Ristorante Astoria a Torondheim riprogettato nel 1960, e con la tecnica di produzione assolutamente innovativa della Panton Chair, prima sedia in blocco unico stampata a iniezione.

Viene realizzata nel 1960 mentre la produzione in serie arriva nel 1967 ed è subito un successo. Stampata a iniezione da un blocco unico di polipropilene, impilabile fino ad un massimo di cinque elementi, la Panton Chair è disponibile sia lucida che satinata. Negli anni Novanta è stata protagonista di una copertina di Vogue UK ed è disponibile anche nella versione kids.

Rachele Masi

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