Di carceri, permessi e amnistie

Ultima modifica 20 Aprile 2015

carceriCome oramai accade spesso, il nostro Presidente della Repubblica chiede a gran voce di rendere più civile la vita nelle carceri, come ci chiede l’Europa e ripete, come un refrain, che la pena deve rieducare il colpevole, non umiliarlo ulteriormente (sic), quasi che essere ridotto in carcere dopo uno o più omicidi, costituisca un’ umiliazione per coloro che quei delitti hanno commesso.

Ma, e queste sono le sue ultime considerazioni, è ben vero che si deve assicurare tranquillità a tutti i cittadini, ma questa deve essere in qualche modo subordinata alla assicurazione di civili condizioni di vita ai reclusi, per cui sarebbero necessari amnistia e indulto, nonché regimi di semilibertà e permessi premio.
Permessi premio? Come quelli  (si sono più di uno) concessi  a Galliano?

Sono allibita.

Come è stato possibile concedere un permesso premio ad un individuo come il Galliano, come è possibile che un giudice agisca in tale modo?
Ha ucciso in modo brutale e violento 3 persone e ha colpito altre che, per loro fortuna, sono riuscite  miracolosamente a salvarsi.
Ricordo, poiché ero presente, quando è stato arrestato, dopo una fuga nelle strade del centro della mia città, la sua faccia alterata, il suo aspetto allucinato, il suo fuggire scomposto, la sua ira, le sue urla, le sue bestemmie e la paura: la nostra!!!
Eppure non ha pagato per i suoi delitti, perché è stato giudicato insano di mente, ma pericoloso per altri, per cui è stato curato in ospedale psichiatrico per 10 anni, poi, considerato guarito, è uscito libero come l’aria, è da ricordare che, durante il suo soggiorno in ospedale, uscito in permesso premio, aveva assassinato 2 donne.

Ma se era guarito, non era diventato meno violento e meno predisposto a delinquere.
Rapine, furti
e ferimenti, anche gravi e gravissimi, fortunatamente le persone ferite da lui si sono miracolosamente salvate e, finalmente condannato, era entrato nelle patrie galere.
Era giudicato, evidentemente non dalla magistratura, un individuo estremamente pericoloso, ma poiché a decidere sono solo i giudici, gli erano stati concessi, quasi subito, vari  permessi.
Dal primo non era rientrato in carcere, aveva sequestrato un tassista, un vigile urbano, dopo averlo disarmato facendosi scudo di innocui giovani passanti, ferito uno di essi, tenuto in ostaggio una famiglia per molto tempo.
Preso e ricondotto in carcere, era stato nuovamente premiato, e, sempre a Savona, dopo aver rapinato un ufficio postale era stato nuovamente arrestato.

Ma la sua condanna sarebbe terminata nella prima metà del  2015 e così, in base alla legge, ma senza considerare il suo curriculum vitae, gli è stato  nuovamente concesso un permesso premio.
Perché? Perché in carcere si comporta bene, perché tiene una buona condotta?
Ma nessuno ha anche lontanamente pensato alla condotta tenuta dallo stesso fuori dal carcere, tra la gente comune che ha la disgrazia di vivere vicino a lui?
Nessuno ha pensato alla sicurezza della collettività?
Oppure la sicurezza della collettività è meno importante del premio ai rei?

Certo, non tutti sono come Galliano, alcuni  hanno agito anche peggio, hanno ucciso, assassinato premeditatamente e/o  per vendetta persone innocenti, altri, invece, sono rientrati tranquillamente in carcere a fine permesso.
Dicono, e non dubito che sia vero, che la speranza di avere dei permessi, abbia migliorato il comportamento dei reclusi, che abbia aumentato, e notevolmente, la sicurezza nelle carceri. Ma quella esterna?
Si dice che sia meglio un delinquente fuori che un innocente in carcere, ma se è vero che un innocente non deve mai essere recluso, un colpevole deve scontare la pena, tutta, senza se e senza ma.
E, ancora, quale riabilitazione può mai avvenire se la vita nelle carceri è così disastrosa come la si dipinge?

Che ci sia un sovraffollamento indegno è certo, ma…quanti sono gli istituti di pena terminati e mai utilizzati?
Quante sono le caserme vuote che potrebbero ospitare detenuti in attesa di giudizio per reati non violenti ?
Di questo però non si parla, invece puntualmente, si torna a parlare di svuotare le carceri liberando anticipatamente i delinquenti, senza un pensiero a coloro che ne subiranno le angherie dato che, e questa è storia, le carceri apriranno loro le porte di li a pochi mesi, se non giorni.

Ma, i signori del vapore, si giustificano con la cronica nostra mancanza di soldi, ma di questo non si preoccupano minimamente quando le spese porteranno a loro stessi dei benefici.

Quanti Galliano saranno liberati con il prossimo decreto svuota carceri?
Ma, scusate, ci sarà qualcuno che controllerà la pericolosità di quelli che ne godranno?

Per concedere un permesso premio è, o meglio, sarebbe richiesto un accurato esame della documentazione relativa all’interessato, notizie precise sul suo comportamento, relazioni sul suo supposto recupero e sulla sua predisposizione a ritornare a delinquere, ma l’amnistia che cosa prevede?

Solo che chi è condannato a una pena inferiore a 3 o 4 anni possa goderne senza possibilità di negazione.
Così, se un assassino come Galliano, dopo aver scontato una pena per omicidio, scarcerato, è condannato per furto o per altro reato che, con la concessione delle attenuanti ( sempre generosamente concesse) e da fortunate circostanze che lo abbiano privato dell’opportunità di uccidere ancora, con pena inferiore a 4 anni sarà tranquillamente liberato e potrà continuare a delinquere, fino a che non sarà arrestato.

Ma chi ripagherà le sue vittime? Chi gli ha regalato l’amnistia o l’indulto?

Che il nostro sistema carcerario sia profondamente ingiusto è evidentissimo, che si debba risanarlo dalle fondamenta è indispensabile, che si debba cercare con ogni mezzo di recuperare i delinquenti è giusto, ma è assurdo premiarli, per tenerli buoni  continuando  a farli vivere nelle condizioni attuali ed è rivoltante l’indifferenza per la pubblica scurezza, quella della gente comune perché avete mai sentito che qualcuno dei nostri più o meno esimi politici sia stato derubato, disturbato nella pubblica via, borseggiato et similia?

No! Loro hanno la scorta.

 

Nonna Lì

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