Diamo fiducia a questo governo!

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Ultima modifica 30 Aprile 2013


Il governo di Enrico Letta ha fatto un primo passo: ha ottenuto la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti. Oggi toccherà al Senato!

Devo dire che il discorso fatto ieri l’ho seguito con attenzione: il primo istinto è stato quello di dire: “parole..parole…” ma poi ho pensato che non è più il momento di farle, perchè se stavolta gli Italiani non vedranno i fatti, beh…non so dove si andrà a finire.

Tanti i passaggi interessanti…
“Il debito pubblico – ha detto Letta – grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita”, ma “di solo risanamento l’Italia muore. Dopo più di un decennio senza crescita, le politiche per la ripresa non possono più attendere. Non c’è più tempo”.

“Bisogna recuperare decenza, sobrietà, scrupolo senso dell’onore e di servizio e, una banalità, la gestione del buon padre di famiglia – ha detto – Ognuno deve fare la sua parte. Per questo vi dico una cosa che nemmeno i miei ministri sanno: il primo atto del governo sarà eliminare con un atto d’urgenza lo stipendio per i ministri parlamentari che viene corrisposto in aggiunta all’indennità”.
Chissà se tutti saranno stati d’accordo…

Mi è anche piaciuta la frase che ha detto parlando del lavoro e dei giovani: “basta con la burocrazia che affonda la creatività degli italiani!”…

Insomma, il Presidente del Consiglio ha cercato, con le sue proposte, di accontentare tutti e lavoro, riduzione delle tasse e riforma della politica sono le tre vie da seguire.
Ha accontentato il PDL annunciando lo stop all’Imu già a giugno, la Lega con l’intenzione di trasformare il Senato in Camera delle regioni e si è rivolto anche al M5S quando ha parlato di abolire province, doppio stipendio ai ministri già parlamentari e finanziamento pubblico ai partiti.

Forse è il momento che tutti comprendano che “Qui o si vince o si perde tutti insieme”!

Rachele Masi

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