Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Con il Mercoledì delle Ceneri, è iniziato il cammino che prepara alla celebrazione della Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane. Il Papa ha invitato a combattere l’indifferenza di ciascuno e la settimana scorsa, in occasione della Messa del Mercoledì delle Ceneri, Papa Francesco ha rammentato ai cristiani il cammino di penitenza da seguire. “Fare l’elemosina, sostare in preghiera e osservare il digiuno”. Bergoglio da tempo insiste sul concetto di sobrietà, di condivisione, di come garantire spazi di silenzio interiore, mai lasciarsi andare alla ostentazione.

La Quaresima

È un periodo di quaranta giorni (che ricorda quelli trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico) e si conclude il Giovedì Santo, mentre secondo il rito ambrosiano parte dalla domenica successiva al Martedì Grasso fino alla Veglia Pasquale.

Il mercoledì delle ceneri

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo.
Le Ceneri simbolicamente indicano la penitenza, richiamano la caducità della vita terrena, e la necessità, dunque, di una convinta conversione. “Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai”, questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente – ai fedeli.
Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione: “Convertitevi e credete al Vangelo”, che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio, tempo di rinnovamento per la Chiesa.

La settimana scorsa, in occasione della Messa del Mercoledì delle Ceneri, Papa Francesco ha rammentato ai cristiani il cammino di penitenza da seguire. “Fare l’elemosina, sostare in preghiera e osservare il digiuno”. Bergoglio da tempo insiste sul concetto di sobrietà, di condivisione, di come garantire spazi di silenzio interiore, mai lasciarsi andare alla ostentazione.

Il digiuno quaresimale

In questo giorno la Chiesa prescrive il digiuno e l’astinenza dalle carni, astensione richiesta per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo.
Il digiuno è importante per tutte le religioni: i musulmani celebrano il mese di Ramadan, gli ebrei il Kippur e i cristiani la Quaresima.
Oggi viene praticato per i più svariati motivi e talvolta assume espressioni per così dire laiche, come quando diventa segno di protesta o di contestazione. Ma in un tempo come quello attuale, caratterizzato, da un consumo alimentare che spesso giunge allo spreco e da una corsa sfrenata verso spese voluttuarie, il gesto del digiuno e dell’astinenza devono risvegliare la sensibilità di ognuno a gesti generosi verso coloro che vivono gravi forme di povertà e di miseria, sollecitarci ad assumere stili di vita più sobri ma anche ad attuare un più lucido e coraggioso discernimento nei confronti delle scelte da fare in alcuni settori della vita.
Il vero digiuno quaresimale, infatti, consiste nell’astenersi non solo dai cibi, ma anche da alcuni comportamenti che possono facilmente rendere tutti, in qualche modo, schiavi del superfluo, come il consumo alimentare senza una giusta regola, l’uso eccessivo di bevande alcooliche e di fumo,
la ricerca incessante di cose superflue, la ricerca smodata di forme di divertimento fini a sé stesse, l’occupazione frenetica…
Approfittiamo allora della Quaresima per praticare anche un giusto «digiuno» in questi e in altri settori della vita personale e sociale, lasciamo spazio al silenzio, alla riflessione e alla preghiera, evitiamo il ricorso esagerato alla televisione e agli altri mezzi di comunicazione, che possono ostacolare la riflessione personale e impedire il dialogo in famiglia e dedichiamo più tempo agli affetti.
Certamente, ciascuno di noi potrà scegliere di vivere anche altre forme penitenziali o individuare altre “modalità” possibili a seconda del proprio stato di vita e delle proprie reali possibilità, sia di salute, sia spirituali, ma come molte volte ci ricorda Papa Francesco, “il superamento della “cultura dello scarto” è indispensabile per una reale conversione della società e ci educa a quella sobrietà di vita, che mette l’uomo, e non il profitto, al centro”.

Maria Teresa

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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