Ultima modifica 9 Settembre 2016

Credo che il primo ashtag con un #Jesuisqualcosa sia stato fatto in tempi non sospetti, quando la comunicazione non passava dalla rete, ma se ben fatta aveva un effetto altrettanto dirompente, forse addirittura maggiore. Ed è proprio di poche ore fa l’ultimo creato da un celebre leader, una testa coronata stavolta, quella del Re di Norvegia Harald V.

Il Re di Norvegia come JFK

Io non ero ancora nata, ma quel “Ich bin ein Berliner”, io sono berlinese, pronunciata dall’allora presidente degli Stati Uniti (e che presidente) John Fitzgerald Kennedy fu di tale portata da essere ancora ricordata come parte di uno dei discorsi più celebri del leader americano, che affermava con quelle parole dette in tedesco il potere essere liberi.

E noi popolo del web tutti a imitare lui e i romani quando vogliamo sposare una causa o affermare la nostra vicinanza a qualcuno (in effetti il primissimo #jesuis era ancora precedente a JFK, in latino: civis Romanus sum –sono un cittadino romano- lo affermava con orgoglio chi voleva sostenere uno status ben preciso) .

E chissà a chi si è ispirato, se a lui JFK, o a noi gente con l’hashtag, nel suo ultimo discorso alla nazione il Re di Norvegia Harald V.

Re di Norvegia

Si, perché il video con il discorso (virale) del Re di Norvegia Harald V impazza in rete da quando lo ha fatto.

Re Harald V ha recitato il suo discorso lo scorso 1° settembre,  davanti a circa 1500 ospiti nel giardino del Palazzo reale di Oslo, sostenendo il concetto di casa oltre i confini, e richiamato la Norvegia ad abbracciare le parole “fiducia, solidarietà e generosità”.

Lui stesso poi si è detto erede di progenitori venuti in Norvegia da Danimarca e Inghilterra, e ha insistito nel dire che non è sempre facile sapere da dove si proviene, a quale nazionalità si appartiene.

“Casa è dove è il cuore. E questo non può essere relegato all’interno di confini geografici –  ha detto il Re di Norvegia -.
Norvegesi sono immigranti dall’Afghanistan, Pakistan, Polonia, Svezia, Somalia e Siria.
Norvegesi sono ragazze che amano ragazze, uomini che amano uomini e uomini e donne che si amino indistintamente. Tu sei la Norvegia, noi tutti siamo la Norvegia”.

Ecco il video completo. Perdete qualche minuto e guardatelo…

Il discorso del Re di Norvegia Harald V è diventato virale in rete in pochissime ore, pensate che la versione norvegese sottotitolata in inglese su youtube, mentre scrivo, è stata vista 180mila volte.

Immigrati, gay, lesbiche, musulmani, atei, tutti degni dello stesso rispetto, fiducia e solidarietà.

Parole dette da un re di un paese del nord che più nord non si può!

“La mia più grande speranza per la Norvegia – ha continuato sua maestà – è che tutti si prendano cura del prossimo, e che noi insieme possiamo costruire un paese su basi di fiducia, solidarietà e generosità” ha concluso il Re di Norvegia Harald V.

Questo discorso ha commosso la folla e in alcuni momenti l’ha anche divertita, quando ad esempio re Harald ha citato, dopo un poeta locale, anche cantanti e rock band, indicandoli tutti come facenti parti di un popolo unito e solidale.

E chissà quanti come me hanno sperato, sentendolo, che uomini potenti come lui, una testa coronata come il Re di Norvegia, possano influire più di tanti piccoli #jesuis sui social, per far sì che il mondo sia in un futuro prossimo un pochino migliore.

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