Distrofia muscolare, scoperta proteina

Ultima modifica 6 Novembre 2015

 

Una ricerca italiana ha scoperto l’importanza di una proteina nel processo di formazione del muscolo scheletrico. Lo studio, realizzato da scienziati dell’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli, è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

distrofia Si tratta di una scoperta in grado di fornire nuovi indizi utili per la messa a punto di trattamenti farmacologici che possano fermare la distrofia muscolare e altre temibili patologie degenerative.
Il Dott. Vincenzo Di Marzo e gli scienziati da lui coordinati hanno per la prima volta caratterizzato il ruolo di una proteina nel differenziamento delle cellule muscolari scheletriche.

La ricerca ha identificato il ruolo del recettore dei cannabinoidi nel processo di differenziamento delle cellule muscolari scheletriche umane e animali. Poiché alcune patologie muscolari sono determinate dalla progressiva degenerazione o dall’alterazione del processo di rigenerazione dei tessuti, la possibilità di controllare farmacologicamente o geneticamente la funzione del recettore apre la strada a nuove strategie terapeutiche per il trattamento di patologie che incidono sulla rigenerazione e sullo sviluppo delle cellule muscolari, per le quali purtroppo non sono attualmente disponibili trattamenti farmacologici mirati. Basti pensare all’implicazione di tale opportunità nel rallentamento del decorso delle distrofie muscolari», spiega il Dott. Di Marzo.

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I ricercatori hanno anche scoperto che diversi attivatori di tale recettore, sia endogeni, cioè prodotti dall’organismo, che sintetizzati in laboratorio, inibiscono l’espansione e il differenziamento dei mioblasti, le cellule precursori del muscolo scheletrico, in miotubi, i componenti elementari delle fibre muscolari. Al contrario, alcuni bloccanti del recettore, esercitano l’effetto opposto, cioè stimolano tale differenziamento. L’effetto del recettore è esercitato attraverso l’inibizione della funzione di altre proteine chiave per lo sviluppo muscolare, note come canali del potassio.

Alla realizzazione dello studio hanno partecipato anche gli scienziati dell’Università del Molise, del Karolinska Institutet di Stoccolma e dell’Università di Debrecen in Ungheria.

Molte sinergie riescono a creare piccoli miracoli che potrebbero salvarci la vita.

Paola Lovera

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