Diva, il musical

Ultima modifica 23 Novembre 2016

Diva è il musical, Diva è la protagonista Lorenza Mario qui in teatro: Annabel asessuata per scelta (si può dire? Per lo meno si capisce il significato?), insomma non vuole più avere rapporti con l’altro sesso, e anche su questo argomento il finale porterà soprese inaspettate.

diva

 

Diva, ora userò questo termine grammaticalmente in modo scorretto, ma mi permetto una sorta di licenza poetica, Diva in sostanza almeno in questo breve sunto, sostituirà e dovrà intendersi al plurale, al singolare, al maschile e al femminile. Suona bene, forse meglio per “marchiare” con un simbolico “bollino blu, anzi rosso”, chi al Teatro della Luna si è dimostrato Diva.

Ecco, un po’ arzigogolata come spiegazione, ma altrettanto ingarbugliata la trama stessa della commedia musicale.

Con Diva sul palco, anche René, ovvero Max Cavallari, che ha divertito, è bravo e pronto a captare gli umori della platea, senza lasciare pericolosi vuoti, ma anzi accelerando i ritmi della sceneggiatura, con spumeggianti interventi “ a modo suo”, credo anche spontanei e non da copione.

A sorpresa un bel bollino Diva a Francesco Capodacqua, qui nella parte dell’Alessio innamorato.
Sa cantare e si sapeva, ma anche recitare e lo si è visto stasera, poi pare abbia già un certo numero di fans e questo per la sua carriera non è male, cosi come non è stata male la parte interpretata, “molto teatralmente”, scusate il bisticcio di parole, ma in questo articolo le parole stanno litigando parecchio, dal Dottor De Carolis o se preferite Roberto D’Alessandro.

Ottima anche la scelta musicale e la regia di Renato Giordano: DIVA anche a lui. La storia cantata e recitata in questo musical, la potete leggere sul sito ufficiale o meglio, andate a teatro e divertitevi. Si sappia solo che è una storia d’amore allo stato puro, non conta chi e verso chi si da o da chi si riceve, ma l’amore è il filo rosso che lega tutti i personaggi in teatro, senza confini e senza barriere mentali.

Vorrei però aggiungere un plauso all’interpretazione della piccola e meravigliosa figlia di Annabel, la giocosa e felice Alice, non importa il nome vero, importa che si diverta in scena, ma nella vita continui a essere una bimba e non una Diva come deve essere alla sua età.

Se mai a proposito, spenderei un bel Diva  per la Caracciolo Management, i piccoli attori che vediamo oggi in Italia, sia in tv , al cinema e nei teatri  provengono quasi tutti dalla sua Accademia di Roma.

Buon DIVA a tutti!

La Roby

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