Donne tornate sole

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

 

La donna vive più a lungo dell’uomo, è un dato di fatto. Sono molte perciò quelle che, dopo una lunga o breve vita di coppia, restano sole.

Le reazioni sono le più diverse. Conosco signore che si sono ‘ritirate in casa’, nel senso che non escono più, e lo fanno per anni. Non che si annoino, anzi, coltivano i loro hobby: leggono, guardano la TV, ascoltano musica o si dedicano a ‘lavori femminili’.

Altre escono quotidianamente con amiche, possibilmente vedove anche loro, cercando di riempire così i loro ‘vuoti’. Altre ancora si dedicano esclusivamente ai nipoti, se piccoli e vicini, facendo di loro il fulcro della loro vita. Ma ci sono altri casi…

Conoscevo una coppia di signori siciliani. Allora ero una quarantacinquenne, e mi sembravano entrambi più vecchi di me. Avevano quell’età indefinita, quell’apparenza datata di una vita senza slanci, soprattutto la donna.

Sempre vestita di nero, un passo dietro al marito, lo sguardo senza espressione, sembrava vegetare; non che il marito apparisse prepotente, ma certo la dominava con il suo fare chiaro e deciso anche se non alzava mai la voce, almeno in pubblico.

Era, la nostra, una conoscenza superficiale. Non mi interessava entrare in confidenza con loro, non avevamo affinità: lui non era interessante, lei sembrava una tranquilla signora senza interessi.

Poi non abbiamo più avuto occasione di incontrarci, seppi che il marito era morto e nulla più. Dopo anni, io mi avvicinavo ai sessanta, la incontrai in corriera.

Sapete quando si osserva un viso che ci sembra noto ma non si riesce ad associarlo a un’identità? La vidi e non la riconobbi. Avevo davanti a me una persona diversa, giovane come forse non lo era mai stata. Lo sguardo vivace, i capelli non più raccolti in una crocchia, ma tagliati corti con i colpi di sole, un abito a fiori vivaci che indossava benissimo, un fare allegro e cordiale. Chiacchierava con altre persone, raccontava le sue letture e le sue impressioni.

Era lei e non era lei. Mi vide, mi salutò e alla domanda inespressa dei miei occhi mi rispose: ‘E’ morto mio marito’.

Non pensavo che al giorno d’oggi esistessero ancora simili situazioni, normali, in apparenza, ma in realtà dolorosamente problematiche.

Da allora ho osservato meglio tante donne, i loro cambiamenti quando, assorbito più o meno velocemente il lutto, rivelano la loro personalità, quella vera, non quella repressa, cancellata, annullata in un matrimonio-prigione, in una vita non di coppia ma di subordinazione.

Che tristezza.

Nonna Lì

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