E ora la pubblicità

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Infestano i programmi televisivi e non sempre sono di buongusto.

Molti usano la donna, molto poco vestita per attirare l’attenzione, oggi si cominciano a vedere anche bei ragazzi seminudi che, quasi sempre, come per le donne non ci azzeccano con l’oggetto della pubblicità.

Ma a parte questo, alcuni sono al limite dell’idiozia e del buon gusto, a volte toccano proprio il fondo.

Pensiamo alla Tim. Hanno preso di mira la storia, pensano forse in modo ironico?

Passi per quegli spot che parlavano di Giulio Cesare & co. troppo lontani nel tempo, ma così sciocchi…

Poi sono passati a Leonardo, ma anche con lui non hanno avuto la mano troppo pesante, erano prese in giro non tropo intelligenti, ma…

Il limite lo hanno varcato con Garibaldi, riducendolo ad una macchietta tremebonda ed idiota, con una madre-padrona improbabile e stupida, e non vedo una briciola di ironia, di satira.

Io non ho mai ritenuto i potenti, gli eroi di ogni epoca intoccabili e santi, ma vorrei vedere il comportamento di un’ inglese di fronte ad uno spot, del tipo dei suddetti, che sbeffeggiasse Churchill o qualche altro loro mito.

Perché in Italia è concesso sbeffeggiare tutto e tutti, dissacrare qualsiasi persona o cosa.

Che si usino suore, frati o preti (falsi ovviamente) per decantare i pregi di qualcosa non mi tocca, ma farlo sbeffeggiandoli con ironica cattiveria, demolendo la loro credibilità non mi piace.

Ho parlato degli spot della Tim perché sono all’apice, ma anche altri usano la stessa tattica, ed il loro linguaggio non mi piace, non dovrebbe essere permesso utilizzare ogni mezzo per promuovere un prodotto senza badare a nulla, senza preoccuparsi di nulla, l’etica dovrebbe essere osservata anche in campo pubblicitario.

 

Nonna Lì

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