E poi, crescono

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Vi assicuro che non è un racconto di fantasia, ma lo sfogo esasperato di una nonna che, oltre ad avere due nipoti di 1 e 5 anni, ne ha uno di 17.

E i problemi arrivano proprio da lui.

Fino a quest’inverno, io l’ho sempre considerato un ragazzo “normale” di 16 anni. La scuola, gli amici, il calcetto, il computer erano i suoi interessi e aveva già un progetto per il futuro che si stava costruendo passo passo. Sognava di insegnare ai bambini della scuola primaria e aveva intrapreso gli studi magistrali. D’estate poi, si è sempre impegnato in una scuola estiva, come assistente e frequentava stages dedicati e, su internet, cercava siti per ampliare le sue conoscenze in materia, fino a gennaio…

I suoi genitori volevano partire per un viaggio in nave nel mediterraneo, insieme con lui che, invece, non era interessato. La mamma aveva insistito (oh quanto malauguratamente!) e lui, di malavoglia, aveva acconsentito, ed erano partiti: dice la nonna, non lo avessero mai fatto!

A bordo l’incontro fatale, il colpo di fulmine, reciproco, e la crociera per il nostro Orlando innamorato, si è trasformata in un viaggio da sogno. Sempre con lei, nelle gite, nei divertimenti, seduti allo stesso tavolo, in cui c’erano anche i genitori di entrambi, ma di cui i due giovani non percepivano minimamente la presenza. Insomma, un amore subitaneo totalizzante.

Fortunatamente i genitori andavano d’accordo e guardavano, tutti e quattro, con indulgenza i due ragazzi.

Ma come tutti i sogni, la crociera finì e i ragazzi hanno avuto un brusco risveglio: sfortunatamente loro non abitano nella stessa città (e neanche nella stessa Regione) e qui nasce il grosso  problema, che i due giovani non accettano: l’impossibilità di vedersi ogni giorno.

Orlando è sconvolto, non riesce più a “vivere”, non gli interessa il suo corso di studi, non frequenta più gli amici, non studia, il computer lo utilizza solo per chattare con lei e passa ore al telefono, con skype ad ammirare il volto della sua amata.

Ogni 15 giorni poi, passa il fine settimana da lei e, qualche volta, lei, accompagnata dalla mamma, vienequi a Savona.

Ma ai ragazzi non basta, tanto che lui vuole trasferirsi a casa di lei, in Lombardia, ma i genitori sono contrari, ovviamente. Dove andrà ad abitare e come si potrà mantenere? Lui non è interessato alla cosa e continua la sua vita come in tranche, in attesa del raggiungimento della maggiore età, data dalla quale si sentirà libero di “volare” da lei.

Non ha idea di cosa farà per mantenersi, se continuare a studiare o trovarsi un lavoro qualsiasi, nel frattempo sarà “ospite” dei futuri suoceri.

I genitori e la nonna non sanno più a che santo votarsi, ma Orlando è refrattario ad ogni ripensamento, ad ogni considerazione, non pensa ad altro che a lei, null’altro lo interessa.

È la sua prima vera “cotta”, potrebbe anche essere l’amore della sua vita, ma non è un amore sano quello che obnubila ogni volontà, che priva un ragazzo, anche se adolescente, di ogni facoltà di ragionamento.

I suoi cari sono disperati, non sanno come comportarsi, non sono contrari all’amore dei due ragazzi, ma sono seriamente preoccupati della loro mancanza di “lucidità”. Loro vogliono stare insieme e nient’altro, ma come vivere? Ci sono i genitori di lei e di lui che devono pensarci, ma gli stessi hanno altri figli maggiori e minori e, anche volendo (il che non è), non potrebbero permettersi di mantenere due nullafacenti che pensano solo all’amore.

E poi per quanto tempo? E pensano con terrore al giorno in cui il loro figlio compirà 18 anni (lei li compirà due giorni dopo), cosa farà? Avranno le stesse intenzioni? E se, come sembra, i genitori di lei non accetteranno “l’ospite permanente”, che faranno i due ragazzi?

La nonna, esasperata, dice: “lasciamoli provare, sbatteranno la testa contro la realtà e si risveglieranno, spero”. Ma è talmente desolata mentre pronuncia queste parole.

Cosa fare? C’ è qualcuno che ha un suggerimento?

 

Nonna Lì

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