Egalia. I bambini scelgono chi vogliono essere

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Alcune notizie sono scioccanti, altre disgustose, a volte emozionanti, molte inqualificabili, ma poche, veramente poche così paurose…

Sì, mi sono spaventata leggendo l’articolo su Egalia, la scuola materna svedese che ha abolito i sessi nell’obbiettivo, dicono loro, di rendere uguali tutti gli esseri umani, offrendo a tutti le stesse possibilità e soprattutto quella di scegliere se essere chi vogliono essere.

Avrei voluto immediatamente esprimere il mio pensiero, ma non ci sono riuscita. Non ero in grado di formulare parole coerenti e coordinate: troppo il disgusto, la paura, per il metodo escogitato per raggiungere un fine, per certi versi auspicabile e accettabile anche se non in modo assoluto.

E’ sconvolgente il pensiero che qualcuno voglia, e possa, negare la realtà, che la voglia modificare sul piano psicologico, ma in nome di che cosa poi? Dell’uguaglianza? Ma siamo veramente tutti uguali? Non siamo invece individui diversi l’uno dall’altro e non solo per caratteristiche di razza, lingua e religione che, comunque, ci differenziano per gruppi, ma anche per specificità personali, fisiche ed intellettive, di cultura, ambientali che fanno di ognuno di noi un mondo completo ed inimitabile.

Il sesso, poi, non è una delle bieche invenzioni dell’uomo, ma esiste in tutti i ‘regni’ degli esseri viventi.Così è nata Egalia nel distretto di Sodermalm (Stoccolma) con questa concezione del tutto particolare: moderna? No, non credo. Diversa senz’altro, aliena? Forse.

Mi spiego: la direzione ha deciso che per raggiungere un’indispensabile uguaglianza sia imperativa l’abolizione dei sessi per cui hanno coniato un neutro ‘hen’(al posto dei ‘superati’ hon e han) e non più bambini e bambine, ma amici e….via le vecchie favole dove regnavano principi e principesse e che attribuivano tutte ruoli ben precisi a maschi e alle femmine (non solo umani). Le nuove favole sono ben differenti. Ad esempio una racconta le vicende di una coppia di giraffe maschio (ma allora?) che desiderando spasmodicamente un bebè si ‘accontentano’ di un uovo di coccodrillo (generato more solito, oppure?) con l’immancabile lieto fine….

Per parlare di uguaglianza hanno sostituito le vecchie favole sessiste e obsolete con favole gay, perché non lesbiche? Forse per un residuo di visione sessista?

A Egalia i giocattoli sono mescolati, niente barriere (?) , ognuno può fare ciò che vuole, anzi è aiutato, guidato a superare differenze, ad eliminare vecchi stereotipi, poiché, come dice la direttrice ‘l’obbiettivo è quello di affrancare i bambini dalle discriminazioni di genere perché le differenze di genere sono alla base dell’ineguaglianza. Che paradosso!!!

In Italia si conosce poco la situazione svedese, anzi si ha una visione quasi mitica del nord socialdemocratico che avrebbe raggiunto traguardi per noi impensati ed impensabili.

La realtà è molto diversa: la Svezia ha avuto ed ha parecchi problemi di disuguaglianze tra i sessi, nell’istruzione soprattutto, nelle diverse ed inique opportunità offerte a maschi e femmine in misura notevolmente superiori a quelle italiane ( per nostra fortuna).

Ma l’esempio delle favole raccontate all’Egalia mi fa pensare ad uno scopo diverso, uno scopo, come si usa dire oggi, più ‘politicamente corretto’.

Insegnare ai bambini il rispetto verso tutti, insegnare ad accettare ‘diverse’ situazioni, a non provare stupore nello scoprire che tra gli ‘amici’ alcuni hanno due mamme o due papà è insegnare ad accogliere le diversità considerandole accrescimento di conoscenza .

Fare dell’uguaglianza senza se e senza ma, un obbiettivo e perseguendolo con un ossessione tale da annullare e negare tutto ciò che è strettamente connesso alla natura non solo umana: ecco cosa mi spaventa!

La volontà di raggiungere una parità di diritti e di doveri annullando e negando le peculiarità e le caratteristiche individuali.

Ho sempre pensato che nella differenza sta la ricchezza, comprendere le differenze oggettive tra i singoli individui e rispettarle sia basilare.

Accettazione e non tolleranza delle differenze e nessuna preclusione per sentimenti e ruoli diversi perché ognuno di noi è un mondo unico e irripetibile e tutti siamo necessari e nessuno indispensabile.

Non sono i maschi i più intelligenti, né le femmine, non gli occidentali più colti e nemmeno gli orientali, ma singoli individui lo possono essere, appartenenti a qualsiasi etnia o sesso, inteso naturalmente in senso lato.

 

Nonna lì

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