Era solo uno scherzo…

Ultima modifica 20 Aprile 2015


Questo hanno osato affermare i parenti del ragazzo fermato, accusato di tentato omicidio.

Siamo alle solite, quando un giovane, e questa volta non si tratta di un minorenne, commette un reato o ne è coinvolto subito i parenti, pietosi solo nei suoi confronti, si affrettano a trovare delle giustificazioni assurde e, come in questo caso, ignobili.

Si è trattato solo di uno scherzo, lui voleva giocare, voleva continuare a prendere in giro, ma così senza malizia, quel ragazzo che aveva il torto grave di essere troppo grasso, in fin dei conti è colpa sua perché doveva inquinare con la sua goffa presenza le strade di Pianura dove solo i ragazzi belli e perfetti hanno il diritto di deambulare!

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Questo il senso, forse, delle parole dei genitori ai quali si aggiungono quelle, se possibile ancora più incredibili, del parente del fermato, gestore dell’autolavaggio dove è avvenuto il misfatto.
Infatti quell’essere ha alzato alte grida contro i media che, a parer suo, hanno dato eccessivo spazio a quel piccolo e trascurabilmente banale episodio, l’eccessivo clamore suscitato e rinfocolato dai media ha avuto, secondo lui, un effetto negativo sulla sua attività commerciale, insomma gli avrebbe fatto perdere clienti, e solo di questo lui si preoccupa.
Non è stato ne uno scherzo, ne un episodio banale l’atto di ripetuta violenza avvenuto a Pianura, perché così non può essere descritta la sevizia perpetrata mediante l’uso di una pistola ad aria compressa, a prescindere dagli esiti e dalle ripercussioni disastrose per il quattordicenne offeso.
È un atto di grave bullismo, di sopraffazione perpetrata da 3 ventiquattrenni nei confronti di un adolescente, l’atto finale, si spera, di una persecuzione prolungata nel tempo, non si sa se utilizzando solo parole che comunque fanno molto male o se anche in passato i bulli abbiano usato altri mezzi.
Entrambe le reazioni sono indice di una completa assenza di senso morale e civico, di capacità di educazione, di una povertà d’animo e di sensibilità umana ben oltre il comprensibile.
Nulla per questi esseri con due gambe ma senza cervello, ripeto nulla per loro è importante, degno di attenzione e pietà e di grande rimorso, se non la minimizzazione di quelli che sono veri e propri atti criminali compiuti dai loro parenti e affini, tutte le loro parole, tutti i loro pensieri sono volti alla salvaguardia dei colpevoli.
E non è che l’ultimo esempio, fidando nella pietas per i rei che permea sia la magistratura che molti di coloro che ci governano e legiferano, i quali, passato qualche tempo dai fattacci, dimenticano le vittime, non legiferano ad hoc o non puniscono adeguatamente i colpevoli, questi agiscono con estrema leggerezza compiendo atti insani nella certezza di scampare alla pena.
Così l’uomo che ha inferto 19 coltellate all’ex fidanzata che lo aveva lasciato può vivere ai domiciliari sotto le amorevoli cure di una madre che accusa la giovane di ogni colpa e iniquità difendendo ad oltranza il suo povero figliolo, vittima innocente di una tale virago.
E lo può fare con la compiacenza di un giudice che, valendosi del referto medico che recita nessuna coltellata è risultata mortale, ha pensato bene di risparmiargli le noie del carcere, non ritenendolo capace ( in base a che?) di reiterare il reato.

Lui solo, però, poiché la giovane vive scortata, per gentile concessione delle forze dell’ordine.
Così i genitori del giovane ucciso dal carabiniere negano ogni mancanza, ogni addebito a carico del loro figliolo e ce lo presentano come vergine da ogni macchia.
Sono tutti bravi ragazzi, immuni da ogni colpa, figuriamoci dolo!
Volevano solo scherzare, è successo per caso, è stato un imprevedibile incidente, sono stati gravemente provocati e poi, la scusa maggiore, sono giovani, come se la giovinezza, vera o presunta, ne cancellasse le colpe.
Queste le vergognose, inconcepibili parole dei parenti, purtroppo tali giustificazione vengono spesso, come sopra riferito, avvallate da una magistratura che ignora le vittime, forse, nella concessione cristiana del perdono, che, però, non tocca a loro, loro sono li solo per amministrare la giustizia, giustizia?
Come ogni volta i media ne parlano a lungo, intervistando questo e quello, poi, passate poche settimane, forse pochi giorni se ne dimenticano ed un altro caso, uguale o diverso occupa i loro spazi, e tutto ritorna daccapo.
Come educare all’etica e alla civiltà quelle persone di ogni età che ne sono privi?
Come risanare una società malata, priva di valori che ci circonda?

Affidarci alla scuola, sperando che sia priva di cattivi maestri come del resto la chiesa?
O prendere le distanze e agire correttamente non seguendo facili lusinghe?
C’è chi ha una risposta?

Nonna Lì

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