Ultima modifica 6 Settembre 2016

Qualche giorno fa accompagno mia nipote al parco, mi siedo sulla solita panchina e la guardo mentre gioca. Bella, felice, divertita. Gioca con tre bambini, due maschi e una femminuccia e si divertono come matti, rotolano sull’erba, si sporcano, era una meraviglia starli a guardare.

Ad un certo punto vedo che un signore sulla trentina si avvicina alla bimba e le parla all’orecchio con l’intento di portarla via. Lei non ne vuole sapere, si sta divertendo. Ma lui insiste e alla fine, ovviamente ce la fa.

bambini_giocano

La costringe ad andare dalla parte opposta, a giocare con  bambini che non conosce ‘minacciandola’ di portarla a casa nel caso in cui fosse tornata a giocare con ‘gli altri bambini’. Lo sento forte e chiaro questa volta, mentre parla con lei: ‘non voglio che giochi con quel bambino’ le dice.

Mah… chissà perché mi chiedo. Ero convinta che il problema fosse dovuto al fatto che forse si stavano sporcando troppo e lui da bravo papà premuroso teneva al bel vestitino di sua figlia più che al suo divertimento, ma mi sbagliavo.

Piercarlo, papà di Beatrice, si siede vicino a me.
No, non ci conosciamo, ma lui probabilmente vedendo in me la saggia signora di mezza età vecchio stile,           decide di fare conversazione con la sottoscritta, e di condividere con me il suo ‘enorme’ problema.

‘Certo che potrebbero portarlo anche in un altro parco ‘quel’ bambino’, inizia.
Mi scusi? continuo io

Eh, per carità ognuno fa quello che vuole nella sua vita, ma costringere noi persone normali a vedere certe scene. Proprio no. Mia figlia non giocherà mai con ‘quel bambino’.

‘Quel bambino’, si chiama Manuel ed è figlio di una coppia omogenitoriale. Ha due mamme che gli vogliono un bene dell’anima, che hanno combattuto per lui e che continuano a farlo ogni giorno. Ne più ne meno di qualsiasi altra mamma del mondo.

Lui continua: io dico ogni giorno a mia figlia che è sbagliato essere gay, perché non voglio che lei possa crescere male, o che possa avere degli amici con quei problemi. Ma poi certe cose ce le sbattono in faccia ogni giorno, e magari mia figlia poi cresce confusa.

Cosa si puo’ rispondere ad un uomo così?
Fortuna che mi ha beccato nel giorno giusto. Ho semplicemente alzato gli occhi al cielo e cambiato panchina. Senza degnarlo di risposta.

 

Chi siamo noi per sapere cosa pensano i nostri figli?
Diciamo piuttosto che siamo noi a voler imporre ai nostri figli cosa pensare.

Perché, credetemi, i nostri figli a certe cose non ci pensano proprio.
Loro vedono bambini accompagnati da due mamme, da due papà, da più mamme o più papà nel caso di genitori che si risposano, e non dicono certo questo è normale quello no. Loro non sono confusi.

Loro hanno ben chiaro tutto e giocano, si divertono, condividono e crescono con i loro amici.

Siamo noi ad essere bigotti, a pensare che una cosa è normale l’altra no. E siamo sempre noi a decidere come educare i nostri figli, spiegandogli cosa è giusto e cosa no, sempre secondo il nostro divin pensiero.

2 COMMENTS

  1. Il gay/lesbica e tutto il resto è e sarà sempre sbagliato, se tutte le donne fossero lesbiche e tutti gli uomini gay porterebbe all’estinzione della razza umana. Semplicemente perchè non nascerebbero più figli, per questo son contro.

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