Ultima modifica 28 Febbraio 2019

È uno dei momenti della vita.
Si nasce, si cresce, ci si sposa, si hanno dei figli e, per ultimo, dei nipoti. Last but not list. E’ vero che prima i figli e poi i nipoti rappresentano la nostra immortalità.
Se ci sono loro, ci sarà qualcuno che porta al suo interno un pezzo di noi, quando non ci saremo più. È un pensiero felice, di continuità, di vita, di gioia.

Non tutti possiamo essere un Leonardo, un Verdi o un Matisse o, per restare nel femminile, una Madame Curie e quindi essere ricordati nei secoli.
Ci sarà comunque sempre un po’ di noi, anche una particella infinitamente piccola, nei nostri discendenti. Ma non è per questo che li amiamo.

Pensate prima a quanto bene vogliamo ai nostri genitori.

Vi siete mai chiesti perché?
Non sempre, anzi quasi mai, sono delle persone perfette, e noi, nonostante i loro difetti li amiamo.

Quando aspettavo mia figlia ho condiviso tutto con mio marito, la gioia immensa che vedevo riflessa nei suoi occhi, la felicità di saperla sana, bella, i suoi primi passi.
Poi è cresciuta, ha trovato la sua vita in un’ altra città che ha molto amato.
Non posso dire che sono sempre stata d’accordo con le sue scelte, a volte le approvavo, le condividevo, le trovavo giuste per lei, tal ’altra no.

Le rispettavo comunque, perché solo a lei spettava di scegliere il suo percorso.

Mi piace il compagno che si è scelta, che ha sposato e quando hanno avuto il figlio tanto sognato ed atteso ho condiviso la loro gioia.
Subito sono stata felice della loro felicità, per nove mesi ho vissuto di gioia riflessa,

Poi, quando mi hanno messo tra le braccia il mio Angelo, qualcosa è cambiato.

Non ero più solo felice per loro, lo ero anche per me.
Perché mio nipote era una parte di me.

Naturalmente le mie amiche e conoscenti, almeno quelle della mia età, sono quasi tutte nonne. Molte lo sono da tanto più tempo di me.
Vedrai, mi dicevano, impazzirai come noi per i tuoi nipoti e li amerai molto, molto di più dei figli. È un sentimento speciale, grandissimo, che non si può spiegare, se non lo provi.
Ero scettica allora e non sono assolutamente d’accordo adesso.

nonni

Non si può misurare l’amore, si prova e basta.

Come si può dire “amo di più mio nipote che mia figlia?”
Non è vero, almeno per me.
La differenza è solo questione di età, loro e mia.
Certo quel fagottino che tieni in braccio e che vedi crescere ti riempie il cuore di tenerezza ti senti ‘responsabile’ per lui, e lui ha bisogno di te, delle tue cure, delle tue premure al contrario di tua figlia, che ha una sua vita ed è in grado di gestirla da sola, al massimo richiede il tuo aiuto ‘per lui’. Ma questo non ha niente a vedere con l’amore.
Si ama di meno un figlio quando cresce? No, ci si rapporta in modo diverso.

Qualcuno mi ha chiesto se e come sono cambiati i rapporti tra me e mia figlia quando è nato il piccolo. Non sono cambiati, la modifica è avvenuta quando ha incontrato e convissuto con suo marito.
Non che io avessi qualcosa in contrario, anzi, ho già detto che mi piace il compagno che si è scelto, ma è normale che l’appoggio che cercava da me lo cercasse in lui.
L’ho fatto anch’io a suo tempo, e credetemi non c’è nostalgia, né rimpianto.

Mia figlia ha scelto un lavoro che ha tentato di svolgere nella nostra città, ma precorreva i tempi, e ha dovuto trasferirsi, benché giovanissima, lontano da noi. La lontananza non limita l’intensità dei rapporti, li dilata nel tempo. Non così il matrimonio, la famiglia, i figli. Mia figlia sa che può ricorrere a me sempre, e solo l’impossibilità fisica mi impedirà di accorrere.

Consigli? Suggerimenti? Mai, se non richiesti.

Certo se abitassimo vicine sarebbe forse diverso, ma io ho sempre cercato la complicità di mio marito e mi piace pensare che così agisce anche mia figlia. Non mi sento messa in disparte tutt’altro, non vivo il loro quotidiano per la lontananza, ma, credetemi, il sentimento non è meno intenso. Il mio pensiero li segue costantemente, sono una mamma e una nonna..

Un’ultima cosa.. Che senso ha una nonna in un sito che si occupa di mamme?

Beh… una nonna è una mamma, di bambini un po’ cresciuti, ma anche se l’età non è più verde, perché non può incarnare lo spirito delle ‘nuove mamme’?

Non sono ‘una vecchia saggia che dispensa consigli o che esalta i bei vecchi tempi passati’, no. Sono una donna di 68 anni che vive il suo tempo.
Lo vive, non lo guarda ed osserva. Se ne sente partecipe e spera di essere stata e di essere ancora una ‘nuova mamma’.
E’ per questo che sono onorata di curare questa rubrica, nella quale racconterò di cosa significhi, almeno per me, essere nonni oggi, di come mi piaccia coltivare ancora le mie antiche passioni (i libri, la buona cucina, i viaggi, l’apprendimento delle lingue straniere) ma anche quelle più recenti, come la scoperta affascinante dello smisurato universo del web.

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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