Ultima modifica 20 Aprile 2015

Dedicare un titolo ad un personaggio di tale statura…..ma, purtroppo, da qualche tempo, il sullodato  contende gli onori della cronaca a notizie di ben altra importanza e gravità. È vero che non di solo pane vive l’uomo, e che è necessario cibarsi di notizie più lievi, che facciano sorridere. Ma la storia del bel Fabrizio non è una di queste.

È diventato un personaggio noto nel così-detto bel mondo. Quello fatto di nani e ballerine, di gente che guadagna troppo, ben oltre i suoi meriti, e si diverte gozzovigliando, passando da una festa all’altra giovanissime ragazze in cerca di notorietà, che per una apparizione televisiva sono disposte a tutto, così come i ragazzi, e con loro si divertono calciatori e attricette e personaggi più maturi ( donne e uomini) che pensano di ritrovare così una giovinezza ormai lontana. Il loro modo di vivere non è di certo uno specchio di umane virtù e, sovente i fotografi , cui Corona appartiene, li ritraggono in situazioni a dir poco imbarazzanti. Fotografie e filmati spesso pubblicati sui giornali dedicati e non, ma alcune di esse vengono proposte ai personaggi ritratti affinchè paghino perchè non vengano pubblicate e, specie quando la loro pubblicazione sarebbe causa di seri guai alle persone ritratte, queste si sottopongono al ricatto e pagano.

Si, perché di veri e propri ricatti si tratta e il Corona è stato riconosciuto colpevole di alcuni, di altri assolto, ma condannato a diverse pene, piccole in verità, per altri reatucci. Il personaggio è stato proclamato re dei paparazzi e come un re si è comportato: spavaldo, irridente, goliardico, guascone. Si crede irresponsabile ed invincibile, fiero della sua bellezza, della fama che ha raggiunto, del posto che occupa nel mondo in cui vive, ha sposato prima e poi divorziato da un’ altrettanto bella modella ed è stato il compagno, per qualche stagione, di una delle show girl di successo.

È stato con lei nel mirino del gossip, sempre fotografati, intervistati, veri protagonisti  del rutilante mondo che li circonda, poi separatisi, ha continuato a vivere sopra le righe, vantandosi delle mille marachelle che commette, pensando, forse, che a lui sarebbe stato perdonata ogni cosa: guidare a velocità pazzesca (gli hanno ritirato 4 volte la patente ma poi…), parcheggi in ennesima fila o sul marciapiede, sfottere impunemente i tutori dell’ordine e via discorrendo. E ha trovato degli ammiratori nella società civile, la tanto vantata società civile, portatrice di tutte le virtù, almeno così alcuni dicono, ma evidentemente non è così, perché, e se non avessi visto i filmati e le interviste non ci avrei creduto, non solo giovani senza criterio, ma adulti, uomini e donne fatte erano in Malpensa ad aspettare il suo arrivo. E, dicevano di ammirarlo, di sognare di essere come lui, di volere vivere come lui, e hanno gridato il suo nome, hanno chiesto di vederlo, di potersi avvicinare. Uno spettacolo sconcertante, assurdo, ne hanno fatto un eroe, un eroe dei nostri tempi, nonostante la fuga dopo la condanna, nonostante l’evidenza del suo reato, criticano la sentenza, la durezza della pena che gli hanno comminato.

Ma poi cosa ha fatto, ha venduto delle foto alla persona ritratta, non è grave, è il suo lavoro, dicono. E non importa se ha reiterato più volte il reato,  persino il suo avvocato, pur condannando il suo modo di essere, ha criticato la pena che, per lei, è troppo grave per un simile reato e chiosa che di ricatto, di estorsione si può parlare nel caso che mafiosi e compagnia cantando si facciano pagare il pizzo dai commercianti, ma il caso Corona è diverso. Certamente è diverso: lui estorce un po di denaro a chi ne ha tanto, invece i mafiosi….

Bella moralità, fa il paio con quella del suo assistito, ma purtroppo trovano spazio sui media, hanno persino ospitato la mamma che ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica, nel quale ha assoluta fiducia, dice, per chiedere il suo intervento, per salvare suo figlio da quei 9 anni di galera, perché poverino, di colpe ne ha commesse tante, ma non quella per la quale è stato condannato.

Est modus in rebus, ma lo abbiamo dimenticato.

 

Nonna lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

1 COMMENT

  1. putroppo ,in questo periodo si parla di lui .sia sui giornali e varie trasmissioni televise invece di cose più importanti………non capisco come tante persone si sentano attratte da un personaggio simile…………….

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