False residenze a Prato

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imageSi sono da poco celebrati i funerali dei sette operai cinesi morti domenica mattina nell’incendio della Teresa Moda, quando si apprende ch, sempre a Prato, 11 ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalla Gdf nell’inchiesta della procura di Prato, guidate dal colonnello Gino Reolon, su falsi certificati di residenza ad immigrati di origine cinese.
L’indagine è partita a marzo dopo un controllo interno di un dirigente comunale, responsabile dell’Ufficio Anagrafe, che ha denunciato i comportamenti “anomali” di una dipendente addetta allo sportello.
E’ stata arrestata infatti, anche una dipendente del Comune di Prato, Angela Olivieri, addetta alle certificazioni di residenza, insieme ad altre sette persone.
Circa 300 cittadini cinesi che non avevano i requisiti o erano entrati in Italia illegalmente,  hanno ottenuto la residenza in cambio di tangenti dai 600 ai 1.500 euro .

La dipendente comunale evitava  di mandare la polizia municipale per i controlli e di far firmare, in tempo reale, le dichiarazioni di residenza presentate, utilizzando indirizzi di comodo .
Con questo sistema, in circa otto mesi, l’organizzazione ha realizzato guadagni illeciti stimati tra i 180.000 ed i 450.000 euro.

Rachele Masi

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