Ultima modifica 20 Aprile 2015

eterologaLa sentenza della Corte Costituzionale ha dato un altro colpo di piccone alla legge 40 dichiarando l’illegittimità del divieto di procedere alla fecondazione eterologa.
Un mare di applausi si è levato da ( quasi) ogni parte, finalmente è stato sancito il diritto di una coppia ad avere un figlio, utilizzando ogni e qualunque mezzo che la scienza mette a disposizione dell’ umanità.
È lecito, ad una voce, di uscire fuori dal coro?

Lungi da me l’idea di negare i molti, i moltissimi vantaggi che il progresso scientifico ci ha donato, anzi lo considero uno dei vanti dell’umanità, e vi assicuro che il mio occhio è scevro da condizionamenti religiosi o bigotti.
Quello che non mi convince, anzi mi crea molti dubbi e perplessità è il diritto assoluto di una coppia ad avere figli propri.
Propri? Quando si deve ricorrere alla donazione di ovuli e gameti da parte di un terzo, estraneo alla coppia, si può chiamare figlio proprio quando uno solo dei coniugi è genitore biologico?
Questa è  la mia prima perplessità.
Il coniuge, non genitore biologico, dopo un primo entusiasmo, alle prime difficoltà che allevare un bimbo crea, comincerà ad avere qualche dubbio? Qualche ripensamento?
Dovuto, magari, all’atteggiamento del genitore biologico che, in caso di discordia, apertamente o sottotraccia, rivendicherà il suo predominio nelle decisioni?

Non mi si dica che il figlio è di chi lo alleva e non di quello che mette gameti od ovulo, perché io ne sono convinta, ma, nel caso della fecondazione eterologa uno dei coniugi riveste entrambi i ruoli lasciando all’altro solo quello dell’ adottante.
È nella comune prassi, nell’uso di tutti i giorni indicare all’altro tuo figlio, quando lo stesso commette qualche marachella, mentre, per vantarsi di qualche suo exploit è uso comune dire mio figlio. E, in questo caso, non potrebbe sottolineare la differenza?

Ma c’è qualcosa di più grave e per me veramente preoccupante: i diritti del figlio.
Per primo il diritto, ora universalmente riconosciuto, di conoscere la propria ascendenza, le proprie radici e, se ce ne sono, i propri fratelli e sorelle.
Diritti che sono stati riconosciuti all’adottato e che lo stesso può esigere al compimento della maggiore età, diritto che prevale su quello dei genitori biologici, sulla loro decisione di restare ignoti. Questo diritto, sembra, non poter essere vantato dai bimbi nati da fecondazione eterologa, perché?
È un diritto negato ancor prima di essere concepito, è giusto?

Ma…ma i bimbi crescono, diventano adulti, viaggiano e si possono stabilire in paesi diversi da quello in cui sono nati, incontrano altre persone e vogliono vivere in coppia, avere figli.
E se il partner che si sceglieranno fosse un loro fratello o una loro sorella?
Non è una questione religiosa o etica, non è questione di peccato né di trasgressione, c’è l’innocenza più assoluta, ma quale conseguenze potrà subire il frutto del loro amore?
Conseguenze fisiche, problemi di salute che è noto caratterizzano la prole di unioni tra consanguinei.
E, in caso di problematiche di salute che necessitino di ricerche di familiari o, per esempio, di donazioni di midollo osseo, che richiedano compatibilità a questi ragazzi saranno negate le cure?
Questi sono gli interrogativi e le perplessità che mi suscita la fecondazione eterologa.
Interrogativi che non trovano risposta salvo un’assicurazione che la procedura è estremamente sicura e controllata, ma è una non risposta, non vengono colmati i dubbi, non fanno svanire le perplessità.
Né il trionfalismo dei neo liberali soddisfatti dell’affermazione dell’assoluto diritto di una coppia ad avere figli.

Ma ai figli si assicurano gli stessi diritti o a loro non pensa nessuno?

Loro non sono ancora nati, quindi oggi non hanno diritti!
E domani?

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

1 COMMENT

  1. L’amore di un genitore va ben oltre il dna…. Anche tra gli animali… Perchè per l’uomo dovrebbe essere diverso? Affermando quello che dice non sminuisce solo l’amore che può provare un genitore in caso di eterologa.. Ma anche quello di chi affronta un percorso diverso… L’adozione…. Ed inoltre consideri che chi arriva all’eterologa ha dietro di se sicuramente un fardello di dolore speranze infrante…passato per anni di attesa.. Di cure … Di amore coniugale messo a dura prova… Non credo che possa immaginare quanto amore i due genitori abbiano accumulato durante questo percorso… Un amore che sicuramente non si fredderá di fronte ad un colore degli occhi diverso dal proprio… Bisogna passarci per capire… Tutto il resto è solo demagogia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here