Ferrovie italiane

Ultima modifica 8 Luglio 2013

Un tempo esistevano le Ferrovie dello Stato, uniche proprietarie di tutto quello che serviva per gli spostamenti ferroviari, oggi le cose sono cambiate. In meglio?
Ne dubito!
Nella smania della ricerca di una salvifica concorrenza è stato stabilito che altri potessero far circolare propri treni sulla rete ferroviaria e, allora, hanno pensato di scorporare in vari piccoli pezzi, quel gigante monolitico che erano le Ferrovie dello Stato.

L’ente supremo esiste ancora e a lui fanno riferimento e ne sono parte integrante, pur nella separazione delle competenze, Trenitalia , Grandi Stazioni, Cento stazioni nel cui nome stanno le competenze ad ognuna assegnate mentre all’ ente madre è rimasto il controllo e la proprietà della rete. Razionalizzazione? Ma no!!!
Vi racconto quello che è accaduto a me domenica 23 giugno u.s.:
Stazione di Milan: è in arrivo, in perfetto orario, il frecciarossa da Napoli che riporta a casa mia figlia e mio genero.
Il tempo di salutarci e di riconsegnare a loro il nostro Angelo, di fare due chiacchiere e poi, loro a casa e noi sul binario 13 per imbarcarci ( si fa per dire) sul treno veloce per Alberga, previsto per le 16,25.
Solo che il treno non c’è. Eppure, eppure dovrebbe essere arrivato una mezz’ora prima da Alberga per poi ripartire, come chiaramente evidenziato dai tabelloni.

Sono le 16,10 e sui tabelloni compare una parola magica: soppresso!
Come, perché? È un treno normalmente previsto nei giorni festivi, ma nessun annuncio dall’altoparlante e, allora, che si fa?
Esiste un IC per Ventimiglia alle ore 17,05, m richiede il pagamento del supplemento rapido e allora velocemente sui tappeti mobili per raggiungere la biglietteria:
Ma, aimè, il numero che strappiamo all’apposito apparecchio è il 600B, mentre agli sportelli stanno trattando il 132!

E, sapete, sono ben 4 le tipologie di viaggio, per cui nemmeno un miracolo ci permetterebbe di ottenere il supplemento in tempo, quindi saliamo nuovamente sul tappeto mobile, anzi, sui tappeti mobili, alla ricerca dell’ufficio informazioni, che, essendo emanazione di trenitalia, è situato al piano dei treni.
Lo individuiamo subito, non perché sia evidenziato da una  decente segnalazione, ma per la lunga coda di aspiranti passeggeri più o meno infuriati, (non tutti, ma quasi) quali sono gli appiedati clienti del veloce per Alberga.
Perché hanno soppresso il treno? La domanda sorge spontanea, ma nessuno sa, o vuole, rispondere.

Non i dipendenti, dietro il banco, non gli altri impiegati più o meno di passaggio. Sono addetti ad altri compiti, dicono abbastanza insolentemente.
Alle richieste dei clienti, come ci chiama trenitalia, soprattutto di quelli che poco utilizzano le ferrovie, che smarriti chiedono lumi, cercano risposte, domandano e si domandano se esista un altro mezzo per raggiungere le loro mete, ripetono di non aver istruzioni, di non sapere, che dobbiamo attendere, ma quanto? Non si sa!
Non sono in grado di dare risposte, sono impreparati, assolutamente impreparati a gestire la situazione, eppure, ho saputo più tardi, che nella stessa giornata, come in quelle precedenti, lo stesso inconveniente si è ripetuto più volte.

Nel frattempo sono aumentati di numero, ma di efficienza?
Che parola strana, inesistente nel loro vocabolario!
Uno siede catatonico, lo sguardo smarrito, senza vita, tanto che qualcuno cerca di scuoterlo , verbalmente, ma…niente, altri ripetono i non so, vedremo, più tardi…
Una, finalmente, contatta col cellulare un dirigente, un superiore che dovrebbe avere, forse, qualche soluzione, ma…le sue frasi smozzicate, il suo tono esitante ci dicono, ancor prima che concluda la conversazione, che i chiarimenti non sono arrivati.
Ci avverte che alle 18,25 è previsto un treno veloce per Genova, dove, si troverà, forse, una coincidenza, un altro treno per raggiungere le nostre diverse mete, forse…
“Cosa volete”, interloquisce un’altra,” con così poco tempo non possiamo fare miraco”

Poco tempo? 5 ore sono poco tempo? Perché è da 5 ore che il treno è stato soppresso, scusate, ma di quanto tempo avete bisogno? Giorni? Mesi ? O anni?
Mi guardano di traverso e si zittiscono! Chiedo ancora: “comunque ci assicurate che il treno delle 18,25 non sarà a sua volta soppresso?”

Si guardano stupiti, sorpresi della domanda, poi si stringono nelle spalle no, non c’è certezza, rispondono.
E allora saliamo sul rapido delle 17,05 che è pronto sul binario. Ovviamente è strapieno, ma troviamo due strapuntini liberi nel corridoio.
Si fa vivo l’altoparlante per spiegare che il treno farà fermate impreviste per motivi di servizio, con conseguente allungamento della durata del percorso, fortunatamente ( è un eufemismo) paghiamo al bigliettaio solo il supplemento rapido ( sic!) e non anche la multa!
Qualcuno asseriva che non siamo la Grecia, ma nemmeno il Burundi!!

La cosa assurda, veramente assurda, è la spiegazione che abbiamo ottenuto dal gentile controllore: il treno soppresso non appartiene a Trenitalia, ma ad un’altra societ, la Trenord, che fa sempre capo a F.F.S.S., che nel rinnovamento e nella semplificazione delle competenze si occupa dei treni locali, mentre Trenitalia si è riservata quelli più prestigiosi, le varie frecce e i più importanti tra gli IC.

Da allora, dice il controllore, i treni improvvisamente soppressi sono esponenzialmente aumentati!
Una piccola perla: le biglietterie milanesi continuavano a rilasciare i biglietti per quel treno anche dopo che sui display era comparsa la parola magica : soppresso!

Storie di ordinaria incapacità, inefficienza …e che altro!

Nonna Lì

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