Ultima modifica 20 Giugno 2019

maestro elementareEra dal lontano 2007 che nella nostra scuola non se ne avvistava uno … finalmente, dopo sei anni , è tornato un raro esemplare maschio di maestrus elementarius, un esemplare giovane e anche piuttosto simpatico. Non me ne voglia Davide entrato a scuola da appena due giorni, ma la sorpresa di vedere un maestro è stata davvero grande. Insomma: siamo abituate a vedere professori durante i collegi dei docenti ma un maestro, insomma, è davvero raro!  Il precedente collega che insegnava nella nostra scuola aveva una certa età ed era vicepreside, lo percepivamo quasi come un estensione del vecchio preside, ora vedere Davide sorriderci e aggirarsi in mezzo a noi come un panda, con lo sguardo furbo dietro gli occhiali di celluloide ci fa restare un po’ di stucco. Un maestro? Ma allora esiste ancora??

Il corpo docente della scuola primaria è formato solo dal 3,8 % da uomini. Ma in passato i grandi maestri furono molto spesso uomini: basti pensare a Don Bosco, Don Milani, Mario Lodi fino al più recente maestro Manzi. Anche grandi teorici e pedagogisti  furono uomini e questo fin dall’antichità. Cosa è successo quindi adesso? Come mai l’insegnamento nelle scuole primarie e nell’infanzia è praticamente disertato dagli uomini?

Il primo motivo che salta agli occhi di tutti,specialmente se si è insegnante, è che attualmente il mestiere del maestro ha subito una perdita di prestigio sociale, ma soprattutto economica. Lo stipendio da insegnante elementare è insufficiente per un padre che deve provvedere ai bisogni della propria famiglia,specialmente se è l’unica fonte di reddito. Senza contare che lo status di insegnante non è più quello di una volta e l’uomo, generalmente, è alla ricerca di lavori che gli garantiscono un certo prestigio sociale poiché anche se si fa una famiglia non è necessariamente costretto a scegliere tra essa e la carriera,bivio che spesso e volentieri,purtroppo, si pone davanti alla donna.

Nella mentalità comune, inoltre, il mestiere dell’insegnante è stato sempre quello di scarso impegno. Per questo motivo la classe politica né i sindacati hanno combattuto molto per garantire un prestigio sociale ed uno stipendio adeguato.

L’educazione dei bambini piccoli,inoltre, è comunemente pensata come una “questione femminile”. Ma i bambini sono pieni di figure femminili e una figura maschile piace. Ne vedono poche e quella principale del padre, spesso e volentieri, è poco presente. Solo per fare un esempio: a Davide, appena entrato in classe, i bimbi hanno fatto uno scrosciante applauso. Il maestro ha più autorità,viene rispettato di più. Se la maestra è materna ed accogliente l’approccio del maestro è amichevole,ma sempre fermo e normativo. Questo crea un bilanciamento nell’educazione dei bambini, lo stesso che viene creato in una famiglia dove padre e madre equamente si dividono i compiti educativi.

Senza contare che specialmente nei casi di bimbi con handicap dove è necessario un approccio di tipo “fisico” e spesso e volentieri di contenimento,la figura maschile è essenziale. Il maestro forse è anche più adatto a far sfogare le energie dei bambini più esuberanti attraverso le attività di educazione motoria ed il gioco-sport.

Anche a noi insegnanti la presenza di Davide ha fatto bene. Anche se è con noi solo da una settimana sembra che durante le riunioni siamo un po’ meno litigiose e più gentili fra noi. Nel momento in cui si interviene,un’occhiata va sempre a lui. Ci chiediamo se siamo state troppo aggressive e cosa penserà lui. E questo non perché ci siano chissà quali interessi ma perché la presenza di un uomo, in un gruppo tutto femminile, bilancia, eccome se bilancia. Chissà per quale atavico motivo se in un gruppo di donne si creano dei gruppi contrari fra loro e spesso accadano delle forti discussioni, in un gruppo dove c’è la presenza anche di uomini i contrasti si bilanciano.

Perciò benvenuto Davide, anche se sarai con noi solo per un anno ti auguriamo un felice cammino ed una buona carriera da maestro. Di sicuro saprai fare questo mestiere splendidamente!

Arianna Simonetti

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

1 COMMENT

  1. Nella scuola italiana dei miei figli c’era un maestro (non so se ci sia ancora, lo ignoro) ed era anche un piacere per gli occhi delle mamme!!! Buona fortuna Davide, la nostra scuola ha bisogno di passione!

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