Flipped Classroom alla scuola primaria… efficace davvero?

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Ultima modifica 7 Settembre 2013


Nel post precedente la mia collega ha ampiamente illustrato le caratteristiche, i pregi e i difetti del Flipped Classroom, un nuovo modo di fare scuola che consiste nel “rovesciare” la classe ed il tempo scuola dedicando il tempo passato in classe agli esercizi e al consolidamento mentre la spiegazione viene fornita a casa in modo individualizzato attraverso il computer e le piattaforme multimediale.

Non mi dilungherò sulle caratteristiche che sono state ampiamente descritte e vorrei soffermarmi sulle potenzialità di questo metodo per la lingua italiana e l’inglese e, in generale, per scuola primaria.

Nonostante mi ritenga una maestra piuttosto vicina alle nuove tecnologie, di flipped classroom non ne avevo mai sentito parlare e mi sono proprio stupita di vedere che alcuni siti istituzionali di Istituti Comprensivi Italiani lo presentino proprio come metodo principale utilizzato nei loro plessi.

In parte, il flipped classroom, è molto vicino alla modalità di apprendimento e-learning che ho avuto modo di utilizzare sia da docente che da alunna (in pratica gli apprendimenti avvengono tramite una piattaforma on line dove si possono trovare i materiali da studiare forniti in maniera multimediale). Ma a differenza dell’e-learning l’apprendimento non è collaborativo, non c’è (o comunque non è il fine principale) la possibilità di interagire con gli altri alunni  al fine di costruire un apprendimento condiviso in quanto il docente fornisce semplicemente  la lezione da scaricare e da visionare a casa.  A mio parere questo è un grande punto a suo sfavore. L’e-learning permetterebbe ugualmente un risparmio di tempo durante le lezioni frontali ma darebbe anche la possibilità di interagire con gli altri compagni collegati attraverso chat, documenti da scrivere insieme (wiki,blog,forum) ed aule virtuali.

Personalmente credo che l’apprendimento condiviso fatto sia in maniera virtuale che in maniera fisica sia fondamentale,specialmente nella scuola primaria. Diceva George Bernard Show :“ Se io ho una mela e tu hai una mela e ce la scambiamo abbiamo entrambi una mela. Ma se io ho un’idea e tu hai un’idea e ce la scambiamo abbiamo entrambi due idee”.I contenuti non devono essere il punto di partenza ma il punto di arrivo. A mio parere la lezione deve essere costruita nel momento in cui si entra in classe e non può essere preconfezionata come un Power Point, e per questo c’è bisogno della collaborazione di tutti. All’apprendimento si arriva per scoperta, per intuizione, per brainstorming, ampliando e continuando l’idea dell’altro. Questo crea apprendimento e creatività ma soprattutto crea legame umano. Ecco perché un metodo che taglia fuori questa “orchestra di cervelli” come la chiamo io mi stona un pò anche se sicuramente ha degli aspetti positivi da non sottovalutare che sono ampiamente riportati in molte testimonianze presenti in Rete.

Anche se sono fermamente convinta che il metodo flipped classroom non possa sostituire l’insegnamento tradizionale e la relazione umana con l’insegnante e i compagni, credo che esso possa essere usato in maniera molto proficua per alcune discipline, ad esempio l’italiano e l’inglese. Sicuramente la lettura di un testo fatta dall’insegnante attraverso lo schermo di un pc potrebbe aiutare i bambini DSA al pari di un sintetizzatore vocale. Essi sono naturalmente attratti e competenti verso le nuove tecnologie e la lettura vocale di un testo fatta dal loro insegnante per loro potrebbe aiutarli sia a livello didattico che a livello umano. Esistono molti software che leggono le versioni elettronici dei libri, ma le voci sono piuttosto metalliche e chiaramente non c’è video. In questo caso l’individualizzazione potrebbe essere utile per aiutare chi è in difficoltà.

Anche l’apprendimento della lingua inglese potrebbe essere “flippato”: la visione,ma soprattutto l’ascolto reiterato di materiali didattici in lingua inglese è sicuramente un toccasana per la pronuncia. In classe, poi, si potrebbero effettuare degli esercizi su quanto ascoltato a casa,ma visto che, almeno nella primaria, la lingua inglese dovrebbe essere insegnata dando soltanto degli accenni di regole grammaticali (e quindi di lezioni frontali se ne fanno poche), la multimedialità diventa un aiuto fondamentale per l’apprendimento della lingua straniera.

Arianna Simonetti

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