Frutta fuori stagione

Ultima modifica 20 Aprile 2015

È vero che siamo a marzo e il calendario annuncia il prossimo arrivo della primavera, ma… piove e fa abbastanza freddo, e in alcuni paesi dell’entroterra ligure solo 2 giorni fa nevicava. Una neve che cadeva fitta, a larghi fiocchi e si è posata dappertutto, ha coperto i tetti delle case, i prati ed i campi e regalato  poesia agli alberi…è vero siamo ancora in inverno.

Sapete, i banchi del mercato all’aperto non mostravano solo cavoli, bietole, mele pere e arance ovvero tutte le verdure e la frutta tipiche di questo periodo, nossignori i banchi , come del resto le vetrine dei negozi dedicati, offrono splendide immagini di frutta estiva, assolutamente fuori stagione, uva, pesche, prugne, meloni, addirittura di angurie.

Come se fossimo in pieno agosto e leggendo, provengono tutti dall’altro emisfero là dove oggi è estate,  dal Brasile, dall’Argentina, dal Sud Africa e, tranne che per l’uva moscatella rosada che dal Cile viaggia in aereo e giunge a noi dopo poco, pochissimo tempo, tutta l’altra frutta, e qualche verdura, viaggia via mare.

Le navi non sono ultraveloci e ci vuole tempo perché esse raggiungano la meta, la frutta viene colta ancora acerba e comincia il suo lungo cammino dai campi lontani dove è nata, sui tir che la portano ai porti di partenza, caricata sulle navi, fermata per le pratiche doganali e, nel frattempo, irrorata di conservanti.

Speriamo leciti, ma… e nel frattempo inizia il processo di maturazione. Matura così lentamente perché mantenuta in locali refrigerati, lontano dal sole e dal calore che sono indispensabili per un  corretto sviluppo, acquistano un colore che sembra sano, ma sano non è, e il gusto? Lontanissimo da quello della frutta appena colta,  maturata sulla pianta, alla luce ed al calore del sole, ognuna con il suo caratteristico gusto, dolce e piacevolissimo.

Invece i prodotti fuori stagione nel migliore dei casi, sono insipidi, senza gusto e, a volte, addirittura cattivi. Perchè desiderare di mangiare una pesca nel mese di marzo? È vero che  il costo è abbordabile, ma il gusto?

Perché introdurre nel nostro corpo dei conservanti  che, forse, non saranno dannosi, ma….

Perché mangiare qualcosa di meno che buono, che non soddisfa il nostro palato solo perché li troviamo nelle botteghe, solo perché la globalizzazione e i moderni conservanti lo permettono? Non è meglio addentare una arancia gustosa o una mela croccante?

Pensateci.

Nonna Lì

 

 

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