Frutta nelle scuole: perché?

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

I bambini mangiano male, questo, forse, è un dato di fatto, perché fin da piccolissimi sono stati coinvolti dal mangiare adulto condizionato dalla fretta, dall’acquisto di cibi precotti, dalla pubblicità che copre di belle apparenze schifezze assolute, dal fatto che i cibi sani, a volte, sono presentati come “ti fa tanto bene” e non come buoni. È una leggenda metropolitana che i piccoli rifiutino frutta e verdura perché a loro non piacciono, è che sono lunghi da preparare e i prodotti surgelati non sempre sono appetibili, la frutta poi, è quasi sempre presentata a fine pasto, quasi come un obbligo, non come i dolci che hanno sempre il sapore del proibito o quasi.

Ma, mangiare frutta e verdura è indispensabile per una corretta alimentazione e sono condizione necessaria per una buona crescita, un sano sviluppo ed è la premessa di una vita sostenibile, perciò molte sono le iniziative per introdurre questi alimenti nella alimentazione quotidiana dei bimbi. Nel 2007 la Cee  ha deciso e, nel 2009, regolamentato la presenza della frutta e della verdura nell’alimentazione quotidiana nelle scuole e negli asili, quando nei piccoli si formano e maturano i gusti e le abitudini. Il metodo pensato è quello della distribuzione nelle mense di prodotti ortofrutticoli e, contestualmente, dell’informare genitori ed insegnanti delle metodologie da seguire per rendere appetibili tali prodotti, inoltre hanno pensato ad un sistema di supporto utilizzando comuni, province ed istituti scolastici, ma non basta, hanno deciso di incentivare le visite a fattorie didattiche, a supportare la creazione di orti scolastici dove i bimbi possano coltivare loro stessi i prodotti da utilizzare per le loro mense, unitamente alla promozione dei prodotti a km 0.

Il programma è chiaramente molto vasto e complesso e richiede un finanziamento consistente calcolato, per quest’ anno, in quasi 14.000.000 di euro, una cifra importante specie in questi tempi di crisi. Se il gioco vale la candela il denaro sarebbe ben speso, ma è così?I soldi sono veramente stati ben spesi? Frutta e verdura sono arrivati correttamene nei piatti dei nostri piccoli concittadini?

Vediamo. Nel mese di dicembre u.s. un’ indagine della Guardia di Finanza ha rilevato una serie di gare truccate, di appalti non consoni tra i quali compariva anche quello relativo all’ acquisto e distribuzione della frutta nelle scuole.

Così recita l’accusa: i dirigenti del ministero interessati  si accordavano ( corruzione o concussione?) con imprenditori conniventi per l’erogazione di contributi pubblici, per l’aggiudicazione delle gare di che trattasi, anche con il sistema di gare specifiche il tutto chiaramente con una contropartita che poteva consistere in denaro o favori diversi. Ma perché, in Italia, solo 20 volte, quando da noi esiste da tempo l’abitudine di completare ogni pasto con la frutta e la verdura? Forse perché con questo sistema i funzionari addetti avrebbero potuto trovare il sistema di rimpinguare le loro voraci tasche?

Sapete, le imprese che possono partecipare alle gare non sono, come sembrerebbe logico, aziende dotate di strutture per la distribuzione capillare , ma chi produce e commercializza prodotti agricoli; ma non necessariamente sul territorio interessato, anzi i bimbi lombardi mangiano le mele emiliane, come quelli trentini quelle venete e viceversa, in un bailamme assurdo. Ma c’è di più, molto di più, uno spreco inverosimile, una disorganizzazione assoluta, voluta (?) il dubbio ( forse la certezza) è lecito.

Questa è l’assurda procedura: il ministero chiede, con lettera, a dirigente scolastico se vuole partecipare al programma Cee, in caso di risposta affermativa procede all’inclusione della scuola. Peccato però che il Comune cui spetta il compito di occuparsi del servizio mensa scolastico ne sia tenuto all’oscuro, ossia non ne sa niente. Così il Comune procede al servizio, includendo, ovviamente, la frutta che viene anche fornita dal Ministero: porzione doppia, sic!!! Ma chi la mangia? Forse i bambini? Ma va!!!

Forse i pasti forniti al Comune sono così miseri che una doppia porzione di frutta è indispensabile? Permettetemi di dubitarne, forse on saranno pasti eccellenti, forse saranno miseri, ma non a tal punto da indurre i bimbi a consumare una doppia porzione di frutta.
E pensate che sia tutto? No, non ancora. La frutta del ministero arriva non in ceste comuni, ma confezionata porzione per porzione, raccolta lontano, sovente ancora acerba e, per questo, non sempre mangiabile e così rischia di finire nella spazzatura, frutta e confezioni.
Risultato? Spreco di 14 milioni di euro, aumento della spazzatura non differenziata, aggravio di spese per i Comuni.
Altro risultato? Gare di appalto non necessarie, costi per il personale addetto e…..incremento dei lauti incerti dei funzionari, corrotti o concussi? A voi la risposta.

Commenti? Ma sono proprio necessari?

Nonna Lì

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